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A lume di Candela: La Vita in diretta, il miracolo della coppia Liorni-Parodi con una squadra non sempre impeccabile

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Dopo il flop del trio Di Mare-Perego-Ammirati non era facile rialzare il pomeriggio di Rai1 anzi ci voleva un piccolo miracolo e, quando manca poco più di una settimana alla conclusione, si può di fatto dire che La Vita in diretta targata Parodi-Liorni è un successo. Due punti in più rispetto allo scorso anno (17,5% di share) con la D'Urso e il suo Pomeriggio 5 di poco sopra il 19% ma con il traino monstre del Segreto. Neanche in Rai si aspettavano un recupero così veloce motivo per cui la coppia è stata giustamente riconfermata per la prossima stagione. La conduttrice è migliorata e cresciuta con il passare delle settimane quando ha archiaviato la sindrome da Lady Bergamo per parlare alle signore del pomeriggio, facendolo senza faccine inutili e finto entusiasmo ma mostrandosi leggera nelle interviste iniziali tra sfilate, canto, ballo e anche seria in temi diversi.

Insomma è partita con l'atteggiamento da "sciura" milanese che abbracciava Renzi nelle foto ed è arrivata, anche grazie al forte sostegno di Liorni, a tirar fuori un lato inedito mai visto in questi anni di carriera dove il mix di giornalismo e intrattenimento le ha di fatto dato nuova linfa. Anche sui social e sulla stampa le riserve nei suoi confronti sono poi quasi sparite. Liorni è invece il volto perfetto di Rai1 per il pomeriggio, credibile, con un linguaggio semplice ma mai troppo didascalico pronto a portare per mano lo spettatore e ad offrire il giusto equilibrio al dibattito con toni pacati e mai volgari. Perchè il conduttore romano non sarà "giornalista" (come dichiarò Di Mare per attaccarlo) ma di fatto oggi sembra l'unico volto in Rai adatto a quella fascia che non necessita di inviati di guerra ma di "principi dell'infotainemt". La Rai ha puntato su di loro portando a casa forse una delle migliori coppie degli ultimi anni piena di garbo, eleganza e sopratutto di grande feeling.

La Vita in diretta, Cristina Parodi e l'abbraccio con Matteo Renzi

Dalle parti di via Teulada si era partiti con idee diverse (inizialmente non era nemmeno previsto il pubblico in studio) salvo poi virare verso lo stile Toaff con divani sanremesi, servizi sulle nascite o sui centenari. La differenza rispetto al competitor però è visibile, mai una parola fuori posto e sempre un passo indietro anche quando ci si trova di fronte a temi scottanti. Al programma capitanato da Paolini (con il forte appoggio di Chicco Sfondrini) va riconosciuto anche l'aver trattato temi esteri e non certo di grande richiamo per il pubblico di Rai1. Il pop è poi arrivato con la telefonata di Fiorello in diretta ad Amadeus e con le interviste ad Andrea Bocelli, Raffaella Carrà, Renzo Arbore, Gigi Proietti ma anche il ministro Boschi e tanti altri. C'è qualcosa che non ha funzionato?

Assolutamente inutile ed inspiegabile lo spazio di Gianfranco Vissani che guarda caso si chiama "L'Altro Vissani" proprio come i suoi ristoranti di Capri, Cortina d'Ampezzo e Orvieto. Dopo aver cucinato già in precedenza con la Clerici (e non solo) ha senso insistere tra ricette e fornelli o esistono logiche diverse per questa scelta? Così come ha lasciato qualche dubbio il venerdì milanese giustificandolo con la presenza dell'Expo, di fatto venivano mandati in onda solo pochi servizi e la scaletta continuava normalmente salvo poi non andare in onda il giorno dell'inaugurazione. Svista autoriale quando è stato preso un video da Quarto Grado oscurando il logo del programma di Rete 4, quando in studio è stata invitata una medium e altrettanto discutibile sul piano etico la scelta di invitare il membro del Cda Rai Rodolfo De Laurentiis per presentare un suo libro.

Pochissimi casi in nove mesi spiegano però alcune responsabilità del gruppo di lavoro non sempre all'altezza dei conduttori che con la loro forza, televisiva e giornalistica, hanno di fatto trainato il programma. Dopo l'addio di Maria Pia Ammirati (che un piede dentro lo ha sempre tenuto?) è arrivato il cambio di passo con il capostruttura Raffaella Santilli ma dopo un anno considerato di transizione il miracolo non basta e serve creare una struttura più solida per bissare il successo e provare a battere la concorrenza. Ora il programma è di nuovo vivo ma per crescere ancora serve un traino, una squadra all'altezza che possa sostenere i conduttori ma soprattutto più leggerezza anche con i divani, se serve.

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