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A lume di Candela: Quinta Colonna, lo sfogatoio di successo tra populismi e pericoli. Del Debbio Robin Hood berlusconiano

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"Emergenza Rom, vivono al campo ma sono milionari", "Emergenza Rom, ecco uno scippo in diretta", "Grand Hotel Immigrati", "Italia invasa, nessuno vuole fermar gli sbarchi", "Truffatore Rom, così rubo soldi agli italiani" questi sono alcuni titoli di Quinta Colonna, il programma condotto da Paolo Del Debbio ogni lunedì sera su Rete 4. A Mediaset hanno cercato per anni volti giornalistici da prima serata che potessero avere successo e invece ce lo avevano tra le mani senza nemmeno accorgesene. Del Debbio è bravo, non lo si può negare, ma quello che mette in scena nell'ennesimo programma targato Videonews è qualcosa che si fatica a definire giornalismo ma che somiglia di più ad un people show.

Lui domina la pancia del pubblico con un giornalismo fortemente populista che resta alla superficie senza di fatto approfondire. Del Debbio richiama Funari, è un Giletti più estremo, un Paragone più elegante, un Fede colto e meno schierato. Siamo lontani dalla propaganda sfacciata di "Secondo Voi" qui si è dato un tono diverso. I rom, gli immigrati, case popolari e i "politici che fanno"? Tutto basato su una tesi con idee chiare che si avvicinano spesso a quelle di Berlusconi e Salvini. Il clima in studio si accende facilmente grazie ai collegamenti con la piazza, si è uscito fuori per raccontare il paese (cosa che Santoro faceva tantissimi anni fa) ma ora si presta il megafono ai disperati ed inizia lo sfogatoio. La piazza per quanto vera è comunque sempre gestita e fomentata dalle varie situazioni che sembrano parte del copione.

Quinta Colonna, quando Platinette litigava con Buonanno

Ora che le cose si sono messe male per il paese ma anche per il centrodestra Del Debbio ha scelto di rinunciare alla linea comica involontaria con le ospitate di vip o pseudovip. Ci sono le rubriche "C'è lavoro per te" e "Sondaggio di opinione" ma soprattutto ci sono gli ascolti che qualche settimana fa hanno superato anche il 7% di share, l'unico talk a non risentire la crisi del genere e capace di battere ogni lunedì Piazzapulita (forse il miglior talk show della tv). Tra i fondatori di Forza Italia e candidato governatore della Toscana Del Debbio è oggi diventato il portavoce dei cittadini in tv, una specie di robin hood berlusconiano. Secondo qualcuno perfino Marina Berlusconi avrebbe preso lezioni da lui quando dalle parti di Arcore si valutava una sua candidatura.

Lui parla "alla gente" e snobba la critica che lo definisce populista. Arrotola i fogli, gira per lo studio, si arrabbia ma si ferma un secondo prima di trascendere, è sempre in piedi e al massimo si appoggia ad un tavolino. Del Debbio è diverso da tutti i suoi colleghi, il suo linguaggio è semplicissimo, evita i lunghi sermoni, non è snob. La tv militante è lontana, ora si è dato a quella populista dai facili ascolti.

Dopo aver visto una puntata intera di Quinta Colonna lo spettatore è arrabbiato, forse un pizzico più razzista e allora viene da chiedersi: qual è il limite? Ci si indigna per i commenti sul web forti e imbarazzanti sugli immigrati ma poi in televisione in prima serata si mette in scena qualcosa di veramente pericoloso che spinge sempre di più verso una lotta tra poveri. Il programma è in nomination per l'Oscar Tv e questo fa capire ormai l'inutilità di certi eventi. Come diceva Joseph Pulitzer: "Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico ignobile." O è già troppo tardi?

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