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A lume di Candela: Tea Falco, Paola Saluzzi, Fabio Tortosa e l'ingestibile pianerottolo social dal risvolto pericoloso

  • Getty Images-Facebook

Tea Falco, Paola Saluzzi e Fabio Tortosa si aggiungono alla lista delle vittime o colpevoli di "cavolate" via social. Il potere della comunicazione in rete e gli autogol di professionisti e non che su Twitter e Facebook si scatenano in una gara di perfidia e cattiveria a volte gratutita, a volte giustificata. Un'attrice massacrata per la sua recitazione canina in 1992 e la mamma che insulta un giornalista, una giornalista che insulta un pilota di Formula 1, un poliziotto che difende quello che l'Europa ha definito una tortura. Chi ha ragione, qual è il limite? Domande che ricorrono perchè secondo qualcuno qualche regola bisognerebbe pur darsela mentre altri in attesa usano metodi alternativi.

(Fabio Tortosa ospite a La Zanzara)

Su Tea Falco credo che si possa anche smettere di massacrarla, perchè sì il branco su Twitter può essere pericoloso ma dipende però da come lo gestisci. Se non sai essere ironico, se non sai rispondere, se crei nuove polemiche, la colpa non è degli altri ma anche tua che finisci per mettere nuova carne a fuoco. Qualcuno però dovrà pur spiegarci perchè si possono massacrare, giustamente sia chiaro, Manuela Arcuri e Gabriel Garko per le loro discutibili interpretazioni mentre se si osa criticare Tea Falco e la sua Bibi Mainaghi in 1992 diventa un caso quasi nazionale? Perchè la serie andando in onda su SkyAtlantic deve essere di fatto intoccabile potendo quindi giustificare il flop di ascolti con la qualità del prodotto che è di certo superiore a quello della media ma ben lontano da Gomorra o Romanzo Criminale.

Tea Falco, le foto dell'attrice di 1992

La mamma della Falco ne ha dette di tutti colori al giornalista del Fatto Quotidiano Domenico Naso, insulti su insulti per aver criticato sui social, anche in modo ironico, la recitazione della figlia. Naso ha detto la sua e la signora si è arrabiata ma fate attenzione perchè non è uno scontro alla pari, lui ha fatto il suo lavoro, che ovviamente si può discutere nel merito, ma non per questo lo si può insultare. Posso essere sincero? Io forse quelle frasi non le avrei pubblicate, fossero state della diretta interessata sì. Ho scelto da quando faccio questo lavoro di avere una linea diversa, ma la decisione del collega va rispettata. Nessuna lezione a nessuno, sia chiaro.

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Qualcuno mi ha minacciato querela, altri mi hanno fatto chiamare dai loro avvocati, dai manager, dagli uffici stampa e qualcuno ha perfino bloccato una mia ospitata in un noto programma Rai ma non ho rivelato il titolo. Certo, dico la mia e lo faccio anche usando un tono duro ma sempre e comunque rispettoso delle persone. Se un mio familiare però avesse osato insultare anche una sola delle persone che di fatto mi hanno colpito e minacciato mi sarei scusato pubblicamente per loro. La mamma fa la mamma ed è anche comprensibile ma la figlia fa l'attrice e questo è il prezzo da pagare, piaccia o meno. Un prezzo a cui nessuno di noi può sottrarsi. Ne sa qualcosa anche Selvaggia Lucarelli che stanca di insulti e offese organizza blitz telefonici ai leoni da tastiera.

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Giusto o sbagliato? Si può discutere ma è comunque una contromisura in un sistema non gestibile perchè di scivoloni sui social ce ne sono davvero tanti: da poltici (leggi Gasparri) a calciatori, da conduttori a giornalisti (leggi Lollobrigida e Bargiggia). La tv ha smesso di essere passiva ed è diventata attiva con l'unica ma grande differenza che oggi non si commenta con il familiare di turno sul divano ma lo si fa sui social e il commento cattivo, che si faceva già prima, ora lo si dice in pubblico. Il punto è che non tutti si rendono conto che Twitter o Facebook non sono il pianerottolo di casa ma qualcosa di diverso dove il commento anche cattivo è ovviamente concesso ma la calunnia e l'insulto no. Perchè essere cattivi è di moda, fa figo e fa sentire gli "sfigati" all'altezza dei vip che improvvisamente si accorgono dell'esistenza del mondo che pensa, parla e dice.

La lapidazione è eccessiva, ingiustificabile ed irrispettosa e non va fatta ma questo sistema è a sua volta "rivoluzionario" e "democratico" perchè permette una maggiore libertà che sfugge a editori molto gestibili. Un'arma a doppio taglio che le tv non hanno ancora deciso se amare o odiare perchè la rete non perdona. Qualche esempio? E' successo con Forte Forte Forte massacrato da addetti ai lavori e non solo sui social ma anche dal pubblico che non lo ha seguito su Rai1. Succede ora con 1992 non apprezzato su Twitter e non seguito dal pubblico. La lista anche in questo caso è infinita allora i social sono una gigantesca sega mentale o qualcosa di più? Se sono una gigantesca sega mentale qualcuno ci spieghi la necessità di comunicati stampa per fornire il numero di tweet, picchi social e chi più ne ha più ne metta.

Paola Saluzzzi ha obiettivamente sbagliato ma si è scusata, non è eccessiva la sospensione? In questo caso il tweet viene punito dalla rete satellitare mentre in Rai Tiberio Timperi bestemmia facendola franca, a Mediaset nemmeno ci si scusa per un finto collegamento con il cacciatore del caso Loris e così via. Manca anche un po' di furbizia al poliziotto Tortosa che fa una cosa grave ma è convinto forse di dirlo ai suoi pochi amici su Facebook invece il mondo è cambiato e sta cambiando ma pochi se ne accorgono. Esiste ormai una vita social che corrisponde a quella vera con cui dobbiamo fare i conti e dobbiamo in fondo ragionare allo stesso modo. Possiamo anche non criticare la Falco, perdonare la Saluzzi e Tortosa ma se non capiamo in che mondo viviamo la lista si allungherà ogni giorno di più. Chi lavora in tv per esempio avrebbe bisogno, vedi Paniucci e D'Urso per citarne due, di persone capaci di gestirle la comunicazione in un modo consono e meno autolesionista. Il mondo social esiste e fa anche schifo, ve ne siete accorti anche voi?

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