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Al Bano alle Invasioni Barbariche difende Putin: "In Russia c'è democrazia. I gay? Nessuno è perfetto"

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Non usa mezzi termini né teme l’impopolarità Al Bano, quando ricopre di lodi Vladimir Putin definendolo generosamente “un uomo che ha seminato una buona dose di democrazia, in un Paese venuto fuori da un periodo di grandi incertezze sociali e non solo”.

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Il pensiero controcorrente, esposto durante l’ultima puntata delle Invasioni Barbariche, parte dalla semplice constatazione che al giorno d’oggi “non esiste una nazione perfetta”, ragion per cui il Capo di Stato russo andrebbe valutato in un’ottica diversa da quella che attualmente va per la maggiore nel campo occidentale.

Il presidente della Russia, in cima alle simpatie politiche del cantautore pugliese, “ha fatto delle cose belle per la sua nazione” e pertanto l’esclusione dal G8 del leader post sovietico, in questa chiave, può essere considerata né più né meno come un’ingiustizia, alla luce di quanto visto in questi anni dal celebre artista italiano in occasione delle varie tournée svolte nei paesi del vecchio blocco socialista.

Ma non finisce qui, perché parole al vetriolo arrivano nei confronti di alcuni nemici pubblici del leader russo, a partire dalle ragazze ribelli del gruppo punk Pussy Riot, criticate severamente per forma e contenuto delle loro eclatanti proteste anti-regime: “Non mi sembra giusto che vadano a spogliarsi proprio in chiesa, con tanti locali liberi e night a disposizione. Due anni di carcere possono andare bene. Le ho viste a Berlino con le tette di fuori, cosa chiedevano? Fondino un partito e facciano quello che vogliono” attacca il cantante simbolo di Cellino San Marco.

Un punto di vista a dir poco “fuori dal coro”, esposto con decisione e piglio quasi da “militante” in risposta alle ripetute domande di Daria Bignardi sull’insolito e scottante tema della politica internazionale. Faranno discutere, molto probabilmente, anche i passaggi assai “diplomatici” sulla repressione delle organizzazioni per i diritti civili ed in particolare degli attivisti omosessuali in Russia, liquidato come un argomento tra i tanti meritevole soltanto di un vago commento all’insegna dell'evergreen nessuno è perfetto.

Tutt’altro che a sorpresa, le dichiarazioni di Albano Carrisi vanno ad aggiungersi alle equivalenti esternazioni di altri personaggi in vista della scena musicale italiana degli anni passati, come Riccardo Fogli e Toto Cutugno, i quali con diverse sfumature avevano espresso un parere sostanzialmente positivo su Putin e sulla democrazia russa, anche di fronte agli ultimi drammatici fatti in Ucraina e in Crimea.

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