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Aldo Grasso e il brand Zelig

La risata non è più gratuita, si è piegata al business. Questo emerge dalla riflessione di Aldo Grasso sul programma comico per eccellenza, Zelig. Ripartito mercoledì sera, ha fatto registrare oltre il 27% di share con 6 milioni 496 mila telespettatori.

Grasso ammette che la comicità è diventata un’azienda che produce risate: ‘Mediaset ha tirato fuori la vera anima di Gino&Michele e Giancarlo Bozzo. Hanno messo su un’industria coi fiocchi, da apprezzare in tempo di crisi. Producono risate. E i comici, si sa, sono come il buon vino, vanno ad annate. Però, ogni tanto, è sufficiente lanciare un Checco Zalone e l’impresa è salva. Senza bardature ideologiche, senza Emergency, senza il corredo di cattiva coscienza che spesso ha accompagnato e accompagna le imprese di molte persone di sinistra, Zelig dà il meglio di sé se lo si analizza come macchina, come progetto, come azienda’.

E aggiunge che la trasmissione è un brand in cui il capocomico Claudio Bisio diventa capo-officina e Vanessa Incontrada una deliziosa assistente di volo: ‘In Zelig non è il singolo comico che strappa la risata, è la bottega che fa spettacolo, è il brand. Quella bottega e quel marchio che si traducono nel programma, ma anche in serate teatrali, libri, partecipazioni, sagre. Quella bottega e quel marchio che fanno da cuscinetto anche ai meno dotati: Teresa Mannino è brava ma se pensa di far ridere raccontando le avventure di neo-mamma sappia che ai giardini Montanelli o al parco delle due Basiliche o davanti a un asilo nido ci sono mamme che si esibiscono davanti a 4 amiche e fanno racconti molto più spiritosi. Aver piegato la risata al business, averle tolto l’aura di gratuità, questa la vera invenzione di Zelig’.

Foto:Panorama

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