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Alessio Vinci: da Mediaset a tv albanese Agon Channel

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In una canzone di Francesco Baccini di qualche anno fa, Margherita Baldacci, la protagonista sognava "di fuggire via" e di "andare in Albania": un progetto legato forse più a esigenze di metrica e di rima che a un reale desiderio, ma che oggi Alessio Vinci, già corrispondente della CNN e poi conduttore di Matrix e di (poche puntate di) Domenica Live, ha messo in atto.

Barbara D'Urso a Domenica Live. Vinci si arrabbia

In un'intervista a Il Corriere della Sera curata da Chiara Maffioletti, il giornalista infatti ha raccontato della sua nuova attività come responsabile della linea editoriale di Agon Channel, tv albanese che ha ingaggiato (pare) anche Barbara D'Urso, rilasciando pure alcune riflessioni sull'esperienza Mediaset, dall'arrivo a Matrix fino alla chiusura e poi all'esperienza fallimentare a Domenica Live.

Matrix, Vinci contro Mentana e Santoro

"Sto lanciando un canale tv in Albania, Agon Channel", dice Vinci, spiegando: "Francesco Becchetti, imprenditore a capo della rete, mi ha chiamato per seguire la linea editoriale". "Per le ultime elezioni ho fatto una diretta di 48 ore", continua il giornalista, aggiungendo che "l'obiettivo è crescere: in redazione rivedo l'entusiasmo un po' corsaro che c'era a Cnn International". Un entusiasmo che lo porta a parlare della sua carriera - "meravigliosa" - della quale rifarebbe tutto o meglio, "quasi tutto".

Il principale rammarico di Vinci è per Matrix, la 'creatura' ereditata da Enrico Mentana nel 2009: "Quando mi hanno comunicato la chiusura di Matrix, un anno fa, avrei dovuto difenderlo di più", dice infatti, osservando che si è trattato di "uno sbaglio", soprattutto "in un anno politicamente così importante". "Gli ascolti erano buoni: è stata una decisione incomprensibile", prosegue il giornalista, autoassolvendosi dalle numerose critiche piovute sulla trasmissione da parte di coloro che non hanno mai apprezzato il suo stile sensazionalistico, continuando a rimpiangere quello di Mentana, "ma che fosse un errore lo hanno capito anche a Mediaset visto che ora lo riaprono", conclude. E a proposito della scelta di affidare la conduzione a Luca Telese anziché riproporla a lui, Vinci qualche rimpianto forse ce l'ha: "Rifare qualcosa che ho già fatto non è mai un bene. Vorrei sperimentare qualcosa di diverso. Ma se a gennaio me lo avessero proposto, lo avrei fatto subito".

Il bilancio su Matrix è comunque positivo, "quattro anni bellissimi", seppure "con alti e bassi". "Il momento in cui ho preso la guida del programma era politicamente difficilissimo: sono arrivato poco prima della grande deflagrazione: lo scandalo D'Addario. Era richiesta ancora più attenzione", spiega il giornalista, che si leva pure qualche sassolino dalla scarpa. Dopo un endorsement a Urbano Cairo (con lui "forse le cose cambieranno"), infatti conclude: "Il pluralismo esiste, ma sapevo per chi andavo a lavorare".

E a proposito della chiusura dell'esperienza a Mediaset, Vinci chiarisce: "Non sono stato censurato. Non sono né un pensionato né un esodato: ho avuto un ottimo accordo con l'azienda ed è stato un addio normale", mentre per il flop a Domenica Live divide le 'colpe': "Ho accettato una sfida per me impossibile. La domenica non era nelle mie corde", sottolineando però che "i presupposti erano diversi". "Si era parlato di fare una specie di Matrix in versione domenicale, avevo proposto il nome Matrix D". "Quando mi avevano offerto la conduzione avevano premesso che volevano qualcosa di diverso dalla domenica di Panicucci o d'Urso", spiega infatti, concludendo che però "dopo tre settimane sono tornati all'usato sicuro".

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