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"Allah o gay-bar": censurate le foto

Le foto che ritraggono il profeta Maometto e suo genero Ali come una coppia gay, simboleggianti Adamo ed Eva, espressioni della creatività dell'artista iraniana Sooreh Hera sono state ritirate dal museo municipale dell'Aja perchè "offendono il grande profeta". La fotografa di 34 anni nata a Teheran e residente in Olanda da 7 anni (guardala in questa fotogallery), ha ricevuto minacce di morte per le foto che rientrano in un progetto più grande che porta il nome di "Allah o gay-bar", distorsione di "Allah'hu akbar", "Allah è grande".

Ecco le foto che ritraggono Maometto e Ali.

Il direttore del museo che ha cancellato la mostra, si è schierato dalla parte degli estremisti musulmani dichiarando che "è sbagliato insultare così chiunque sia musulmano, l'intento era di tenere un'esibizione artistica".
Il progetto "Allah o gay-bar" denuncia la difficile condizione degli omosessuali arabi, e in qualche modo obbliga a riflettere sulla più complessa questione della relazione tra omosessualità e mondo islamico. "Volevo denunciare l'ipocrisia dei Paesi musulmani dove si perseguitano i gay e dove poi molti uomini anche sposati sono gay mascherati - spiega Sooreh - Il direttore del museo sapeva bene che c'era un Maometto gay, nelle mie opere, aveva detto che il mio era un lavoro molto bello, e io avevo pensato: "beh, finalmente qualcuno con un po' di coraggio". Tutto era pronto. Ma si vede che una minoranza musulmana può decidere chi ha diritto di esibire la sua arte".

Quello che preoccupa maggiormente i sostenitori del progetto "Allah o gay bar" sono le ritorsioni alle quali potrebbe andare in contro l'artista iraniana. Si teme infatti, che Sooreh possa fare la stessa fine del regista Theo Van Gogh, che usò gli strumenti dell'arte e della critica per combattere la persecuzione dei gay musulmani ma fu ucciso da terroristi islamici.

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