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Alle Maldive lo stupro non è reato

Lo stupro non è proibito per legge alle Maldive: è quanto apprendiamo dalla brutta vicenda occorsa ad una connazionale che, dopo la violenza sessuale, ha dovuto subire anche l'indifferenza delle autorità del paese che le comunicavano che lì la violenza contro le donne non è reato.

La donna, già in vacanza da una settimana, trascorreva la giornata a fare immersioni, insieme ad un gruppo di turisti italiani con cui condivideva l'eperienza. Il gruppo trascorreva la notte in barca, insieme all'equipaggio che li accompagnava nelle esplorazioni degli atolli corallini.

"Quella notte l'equipaggio maldiviano deve aver bevuto, non ci sono abituati. Verso le quattro di notte mi sveglio, c'è qualcuno nella mia stanza, mi si getta addosso mi preme il cuscino sulla faccia mi violenta senza che riesca a gridare. Quando ce la faccio a divincolarmi scappa nel buio e io finalmente chiamo aiuto".

Accorrono anche gli altri turisti ed il capitano della nave, il quale la guarda perplesso e le dice che probabilmente sarà stato solo un brutto sogno, ma in ogno caso la prega di non chiamare la polizia.

Ma la donna vuole giustizia: si rivolge al console italiano che le consiglia di sporgere denuncia e con un carabiniere che era in barca si fa portare dalla polizia a Malè. "Raccolgono la mia versione, mi dicono che tanto lì non c'è una legge per la violenza alle donne, ma io non mi fermo. Voglio giustizia, voglio che tutti sappiano come sono le leggi in certi paesi, cosa può accadere se un tour operator organizza le cose in modo superficiale". E poi continua con molta lucidità: "La violenza mi poteva capitare ovunque, a Milano come a Roma, ma almeno da noi è reato".



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