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Angelo Teodoli ad Excite.it racconta il successo di Rai2: 'Linguaggio nuovo per parlare anche ai più giovani. Carrà a The Voice? Non lo escludo'

Angelo Teodoli a Viale Mazzini è di casa, lo stile Rai lo indossa con grande consapevolezza e umiltà. Da più di trent'anni lavora nell'azienda televisiva pubblica, una lunga gavetta alle spalle, un curriculum costruito con cura e riempito negli anni di ruoli sempre più di peso: capostruttura, vicedirettore fino all'ingrato compito di risollevare Rai2. Una rete da ricostruire ma riportata con grande sacrifico dalle ceneri al successo sfornando titoli importanti in prima serata, aumentando gli ascolti e riuscendo nell'impresa di ringiovanire il pubblico. Sono i numeri a spingere il vento a suo favore, giornali e siti tv continuano a segnalare il suo nome tra i candidati alla direzione di Rai1. Noi lo abbiamo incontrato per una lunga chiacchierata, un bilancio tra i successi e non solo: dalla giuria di The Voice al cambio di conduzione di Boss in incognito, dal successo di Pechino Express alle polemiche contro Virus e 2Next, dal ritorno di Santoro a molto altro.

Sono passati tre anni dal suo arrivo a Rai2, oggi è il terzo canale televisivo dopo Rai 1 e Canale 5 con risultati interessanti anche nei target pregiati. Il bilancio la soddisfa?

"Abbiamo riportato un magazzino di prodotti importanti in una rete che era andata un po' in sofferenza in seguito a cambiamenti organizzativi. Rai2 è tornata ad avere un suo pacchetto di programmi che sono abbastanza in linea con una rete più giovane rispetto a quello che era in passato, questa era l'indicazione che ci ha dato l'azienda."

Vedremo i programmi nei dettagli ma la mia riflessione è questa. Rai2 manda in onda adventure game, un programma comico, talent, emotainment, show, nel daytime schierate factual ma al mattino parlate agli "anziani" con i programmi di Guardì. Questa rete mi sembra multitarget e un po' "contenitore", è questo l'obiettivo?

"Una rete generalista ha il compito di servire un po' tutti ovviamente con le varie differenze di obiettivi tra una rete e l'altra. Rai3 è la rete del servizio pubblico, Rai 1 è quella più generalista dedicata alla famiglia, Rai2 parla ad un pubblico un po' più giovane. Facendo la programmazione della generalista bisogna tener conto del pubblico che c'è nelle varie fasce orarie, in daytime alcuni prodotti sono più anziani solo per il fatto che i giovani non ci sono a quell'ora. Rai2 ha lavorato molto per cambiare linguaggio così con Detto Fatto abbiamo inserito il factual, abbiamo fatto lo stesso con Cronache Animali e tutto questo è servito a rinnovare ed abbassare l'età media di quelle fasce orarie ovviamente senza eccedere altrimenti si entra nel giovanilismo. Certamente la fascia più caratterizzante è quella del prime time dove c'è tutta la popolazione italiana, lì la differenza deve essere più evidente. Abbiamo abbassato l'età media dei prodotti dai 52 anni del 2012 ai 48 anni del 2015, in tre anni c'è stato un calo dell'età quasi epocale."

Lei lavora in Rai da 30 anni, ha fatto tutta la gavetta anche come capostruttura poi vicedirettore di Rai1 e infine direttore di Rai2. Com'è cambiata l'azienda in questi anni?

"La Rai è cambiata ed ha seguito un po' la società, devo dire che è un'azienda che è riuscita a stare al passo con i tempi e lo dimostrano anche gli ascolti che non sono tutto ma sono certamente un segnale forte di riconoscimento da parte del pubblico. Il fatto di riuscire a seguire i cambiamenti della società adattandondosi alle necessità e anche ai modi nel raccontare le cose è una grande forza di questa azienda."

Ha mai pensato, faccio un esempio, "Mi piacerebbe essere a Sky avrei più soldi e meno ansia per gli ascolti"?

"Non vedo gli ascolti come un fine ma come la dimostrazione che quello che stai facendo è un lavoro fatto bene, è soltanto una verifica. Se riesco a fare un buon prodotto che ha buoni ascolti raggiungendo i target prefissati allora vuol dire che ho fatto un buon lavoro. La Rai in parte è pagata dal canone, in parte dalla pubblicità e quindi non c'è l'ascolto come valore unico. Stare in un'azienda dove gli ascolti contano meno, mi faceva l'esempio di Sky, dove si scelgono dei prodotti "di immagine" in quel caso riesce bene chi riesce a farli perchè raggiunge i fini che gli vengono richiesti. Sky solo per motivi economici, Rai anche per fare servizio pubblico. Faccio un esempio, Boss in incognito fa entrare nel mondo del lavoro dal punto di vista di chi lavora e dell'imprenditore, tutti e due alla pari ed è stata una cosa molto interessante in termini di servizio pubblico perchè il lavoratore si è sentito rappresentato e l'imprenditore si è sentito coinvolto nel vissuto del lavoro dei dipendenti. Questo è servizio pubblico ed è un programma che ha avuto ottimi ascolti soprattutto nell'ultima stagione ha fatto l'8,5% di share."

A proposito di Boss in incognito non sarà più condotto da Costantino della Gherardesca, è vero che arriverà Flavio Insinna in prestito da Rai1?

"Non lo so, ci stiamo lavorando. Lo speriamo."

Lei in questi anni ha creato una nuova Rai2, oggi ci sarebbe ancora spazio per Michele Santoro e Simona Ventura o avete voltato pagina?

"Sono altri mondi, Simona Ventura non credo perchè mi pare abbia intrapreso una strada diversa da quella che ha Rai2 adesso più fresca e un po' più giovane nel linguaggio. Per Santoro dipende, è un grande professionista dell'informazione ed è in grado di fare prodotti di diverso tipo rispetto al solito talk."

Quindi a lei non dispiacerebbe il ritorno di Santoro?

"Ripeto è un grande professionista poi dipende tutto dal prodotto che propone".

Un tema caldo che è quello di The Voice, ci sono state le dichiarazioni di J Ax a Sorci Verdi che hanno fatto discutere. Quelle parole l'hanno infastidita? Possiamo dire che non sarà nel cast della prossima edizione?

"Queste sono conclusioni di altri perchè quello di J-Ax è un programma satirico, comico e scherzare su stessi è normale."

Quindi quelle parole non corrispondono ad un addio?

"Assolutamente, questa è una lettura che viene fatta da chi interpreta in maniera rigorosa e letterale quello che viene detto ma va inserito in un contesto in cui ha preso in giro non solo The Voice e Rai2 ma tutta la Rai in qualche modo. Allora bisognerebbe dire "buttiamo fuori J Ax?". E' tutto giocato su uno spirito comico che ha un altro sapore. Bisogna vedere con che occhi si guardano queste cose, quelli giusti sono quelli della satira e della comicità".

Sorci Verdi è partito con il 5,5% di share, si aspettava di più?

"E' su valori alti delle seconde serate di Rai2 che oscillano sul 4% quindi il 5,5% è un risultato incoraggiante. Teniamo conto che si tratta di un personaggio che non ha mai fatto il conduttore, è la sua prima esperienza e si tratta di un programma completamente nuovo. C'è tempo per mettere a punto tutto quanto, bisogna dargli la possibilità di affermarsi perchè quando si giudica lo si fa sempre rispetto a degli stereotipi di quello che si ha in mente o che si è già visto mentre qualcosa di nuovo spiazza. Stiamo cercando di fare qualcosa di diverso e non essendo riconducibile a parametri noti può spiazzare, ci possono essere dei giudizi un po' affrettati. Aspetterei che finiscano le cinque puntate prima di dare giudizi perchè c'è una evoluzione, un miglioramento e la messa a punto di un programma che non esisteva prima e adesso c'è."

Torniamo a The Voice, il settimanale Chi ha annunciato il probabile ritorno di Raffaella Carrà in giuria. Conferma?

"E' tutto in fieri, non ci sono ancora novità".

Quindi non esclude questo ritorno?

"Non escludo nulla, a The Voice ci sono quattro giudici e devono avere quattro personalità che equilibrino sia i generi sia il portato di ciascun giudice quindi dobbiamo trovare un mix che sia giusto per il programma. Non c'è nessuna esclusione aprioristica delle cose."

Il successo di Pechino Express sta nei numeri auditel, nei risultati web e anche nella capacità di svecchiare il pubblico della rete. Volevo chiederle se è già confermato per la prossima stagione e ci sarà ancora Costantino Della Gherardesca alla conduzione?

"Il format è confermato nella prossima stagione, sta avendo risultati importanti con il 10% di share in media. Si tratta di un programma che deve e può dare tanto per come è fatto, ha ancora possibilità di miglioramento. Per Costantino Della Gherardesca vedremo..."

Avete mai pensato alla possibilità di un daytime per Pechino Express?

"Si ma probabilmente si cambierebbero i connotati perchè in prime time c'è tutto il meglio, in daytime potrebbe diventare noioso e non essere poi così forte. Le cose che succedono sono quelle se dilusci anche per il daytime potrebbe risentirne ed essere meno interessante. Diciamo che non è certamente un tema all'ordine del giorno."

Subito dopo Pechino Express arriverà Monte Bianco condotto da Caterina Balivo. Il programma è stato preceduto da polemiche e il cast sulla carta sembra interessante. Che aspettative, anche dal punto di vista auditel, avete?

"Noi continuano sulla nostra strada, l'auditel lo vedremo quando andrà in onda. Sicuramente è un programma nuovo, un adventure game sulla montagna fatto tutto quanto in Italia, secondo me ci sono buone possibilità che tenga gli ascolti di Pechino."

Con Pechino Express e con Montebianco avete lanciato i reality senza studio e diretta, su Rai2 oggi non ci sarebbe quindi spazio per L'Isola dei Famosi o la tanto invocata Talpa? La linea ormai è questa?

"Si anche perchè è una linea più moderna rispetto a quei prodotti che qualche annetto cominciano ad avercelo."

La vera rivelazione di questo inizio di stagione è Stasera tutto è possibile condotto da Amadeus. Le prime quattro puntate hanno ottenuto oltre il 9% di share e l'età media del pubblico è di 50 anni. Si aspettava un successo così importante?

"E' stato improvviso ma noi ci speravamo, quello che abbiamo cercato di fare è stato anche seguire i bisogni degli spettatori. In un periodo fatto di sofferenze e ansie fare una programmazione più divertente e libera dai casini quotidiani ha funzionato. Si tratta di un format che ha avuto successo in molti paesi, non ci sono gare ma divertimento puro. Le aspettative erano alte ma non così, è stata una bella sorpresa."

Tornerà in onda?

"Mancano ancora due puntate".

Lo ritroveremo anche nel 2016?

"Spero proprio di sì".

Durante la sua direzione ha portato Made in Sud in prima serata, lo ha valorizzato e fatto diventare un titolo irrinunciabile per la rete. Il 18 ottobre su La7 andrà in onda Il Boss dei Comici, prodotto dallo stesso gruppo di Made in Sud, questa cosa la preoccupa? C'è il rischio di inflazionare il genere con un prodotto simile?

"Per quanto ne so dovrebbe trattarsi di una cosa completamente diversa, il tema dovrebbe essere tutt'altro con un talent per aspiranti comici. In ogni caso Made in Sud è uno show ben strutturato con le sue dinamiche interne con professionisti già affermati mentre questo dovrebbe essere un programma diverso. Poi vedremo con la messa in onda".

Federica Sciarelli intervistata dal Fatto Quotidiano ha detto: "Perché non chiediamo al direttore di Rai2 come mai al posto di Porro non è stato messo Dario Laruffa, assunto per concorso alla Rai e preparatissimo?". Le giro la domanda.

"Lo chieda lei alla Sciarelli, non credo ci sia molto da dire. Abbiamo fatto delle scelte che possono essere giudicate da tutti, questa è una materia molto sfuggente, fare una scelta o farne un'altra, le scelte possibili sono tante e tutte immaginabili. Noi abbiamo fatto questa."

In 2 Next, programma di economia condotto da Annalisa Bruchi, c'è una rubrica dell'ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis. Questa scelta ha fatto arrabbiare Gasparri che ha detto tra le altre cose "Un cazzaro da evitare. E’ un trombone, affidargli una rubrica di economia è come affidare a Cicciolina un corso matrimoniale”. Questa scelta le ha creato problemi?

"C'è stata una interrogazione parlamentare di Gasparri alla quale abbiamo risposto, Varoufakis è un professore di economia che ha una sua idea circostanziata e ragionata. E' una delle voci, non l'unica voce. Secondo me tutti hanno diritto di parola."

Quelli che il calcio con l'arrivo della Gialappa's Band e con qualche ospite di maggiore peso sembra aver trovato dopo due anni una linea più convincente. Soddisfatto dei risultati?

"Siamo soltanto alla terza puntata, di cui una atipica per il Gran Premio di Formula 1. Siamo già un punto di share in più rispetto allo scorso anno, è il disegno del programma che sta maturando. La televisione è fatta di esperienze, messe a punto e già con un punto in più è soddsfacente ma penso ci siano ampi margini per la crescita sia degli ascolti che in termini di appetibilità del prodotto. La presenza della Gialappa's è sicuramente un elemento forte nel tasto comico del programma e la linea più moderna, anche con il rientro negli stadi, potrebbe riservarci un po' di sorprese."

Detto Fatto ha stabilizzato i suoi ascolti e se la gioca bene contro Forum su Rete 4. Ci saranno altre incursioni in prima serata?

"Vediamo per l'estate perchè non è un prodotto per la piena stagione ma potrebbero anche esserci prima degli speciali legati alla Pasqua o in ogni caso che siano coerenti con la linea editoriale del programma."

Direttore, se non risponde alla prossima domanda diranno che fa il democristiano e quindi che punta a Rai1. Un volto che ruberebbe a Leone e un programma che prenderebbe da Vianello?

"Non faccio il democristiano (ride, ndr). Ognuno ha la sua strada, non ruberei niente perchè Rai1 ha una linea più familiare".

Si prende Amadeus che già si divide tra le due reti?

"E' già a Rai2 perchè è una figura intermedia che sta con noi da anni, lo abbiamo valorizzato un po' perchè ha dato prova di grande abilità e grande seguito. Per quanto riguarda Rai3 non ruberei niente perchè è un'altra storia, c'è un altro genere di prodotti che non hanno una vicinanza con quelli di Rai2."

In attesa delle nomine non possiamo non dire che il suo nome viene accostato alla direzione delle prima rete, premesso che chi entra Papa al conclave, poi ne esce Cardinale lei è pronto per questa promozione?

"Io sono Papa a Rai2 e vorrei restare a Rai2 tranquillamente, se succedesse sarebbe una cosa bellissima."

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