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AnnoUno, le Femen nude in studio contro Bergoglio: "I nostri diritti sono in pericolo e la fonte è il Papa"

Arrivano proprio in extremis, nel calcio si direbbe in zona Cesarini, i momenti salienti e più discussi di questa prima puntata di AnnoUno, il format condotto da Giulia Innocenzi con protagonisti tanti (più o meno) giovani pronti a darsi battaglia sui temi dell'attualità, arrivato ora alla sua seconda edizione. Dopo aver condotto oltre due ore di programma lasciando montare una confusionaria verve polemica attorno all'ospite principale della trasmissione, il segretario generale della Fiom Maurizio Landini, e alla grave situazione lavorativa del nostro Paese, la Innocenzi alza il tiro con un colpo a effetto.

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Entrano infatti in studio le Femen. Il gruppo femminista radicale sviluppatosi in Ucraina nel 2008, che prende a recitare un documento contro Papa Francesco: "Siamo qui a disturbare la vostra importante conversazione, per annunciare che i nostri diritti sono in pericolo e sfortunatamente la fonte è proprio qui nel vostro Paese, ed è rappresentata dal Papa!" Tutto questo a seno nudo, con addosso una serie di scritte contro il Pontefice, tra cui: "Pope is not a politician" (il Papa non è un politico).

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Neanche finito l'intervento, con le Femen che lanciano preservativi in giro per lo studio, ecco scoppiare il putiferio, con l'imprenditore Gian Luca Brambilla, l'altro ospite, che si alza e se ne va per le offese alla Chiesa cattolica. Anche alcuni dei giovani in studio protestano contro la pupilla di Michele Santoro, che prima difende a spada tratta la sua scelta e quella del gruppo femminista di esprimersi liberamente, e poi, da saggia aspirante conduttrice, fa le sue scuse a chi si è sentito offeso dalla performance.

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