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Arabia Saudita, le donne protestano contro la chiusura delle palestre femminili

In Arabia Saudita il ministero degli Affari municipali ha deciso di chiudere tutte le palestre femminili che non dipendono da un ospedale o da un'istituzione sanitaria. Così un gruppo di donne saudite ha dato il via ad una forte campagna di protesta sul web. Il provvedimento non riguarda le paletre per gli uomini ed è, quindi, stato giudicato discriminatorio. Nel Paese le prime palestre sono state introdotte sei anni fa, ma nel giro di poco tempo hanno ottenuto un enorme successo.

Con la campagna dallo slogan provocatorio "Lasciamole ingrassare" si vuole protestare soprattutto contro il costo elevato dei centri sportivi legati alle strutture sanitarie ufficiali. L'ingente spesa richiesta, infatti, non permette alla maggior parte delle donne di iscriversi. Sul sito della tv al-Arabiya sono riportate alcune testimonianze delle promotrici della campagna. Umm Abd al-Aziz ha detto che il solo modo per scaricare la tensione accumulata in casa è frequentare la palestra. "Dove possiamo andare ora che chiudono le palestre?" ha chiesto Umm Abd al-Aziz. C'è poi chi si domanda il motivo per cui agli uomini è permesso fare sport in palestre che non dipendono da un'autorità sanitaria, mentre alle donne no.

Secondo il vice direttore dell'ufficio stampa della Provincia di Jeddah, Ahmad al-Ghamidi, la segreteria provinciale ha il dovere di chiudere quelle palestre prive delle licenze rilasciate dagli organi competenti. Ahmad al-Ghamidi ha, poi, spiegato che i sopralluoghi per stabilire quali centri siano in regola e quali no sono già stati avviati.

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