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Arisa a Le Invasioni Barbariche: "Cantante o personaggio? Devo decidere cosa voglio fare"

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Arisa è stata tra i personaggi intervistati nella puntata de Le Invasioni Barbariche, il programma de La7 condotto da Daria Bignardi. Reduce dalla esperienza come valletta al Festival di Sanremo, la cantante lucana ha regalato diversi spunti interessanti.

"Mi auguro di essere più brava come cantante che come conduttrice. Spero di continuare a fare questo mestiere e di non essere un personaggio, anche se poi ti fanno certe proposte un po' ci pensi. Devo capire cosa voglio fare. La conduzione di Sanremo? E' una cosa che non farò mai più".

Senza reggiseno al Festival. "Non mi piaceva il vestito che mi avevano dato, così ho deciso di indossarlo senza reggiseno. Ho messo i copricapezzoli, speravo bastassero. Faccio sangue ai maschi? Non ho riscontri. Al Festival sono stata l'unica valletta a ricevere solo tre mazzi di fiori. Sono comunque felice, ma non voglio dirlo ad alta voce".

"Ci hanno chiamato a fare una cosa che non era nelle nostre corde. Ci sono o ci faccio? Dipende. Se sono presente troppo a me stesso divento troppo adulta, cinica, meglio una vita con un po' di leggerezza. La mia vita è leggera, ho la fortuna di avere una persona che si occupa di me, il mio fidanzato. Non mi devo preoccupare di tante cose. Sono un po' malinconica, ma dipende dal retaggio dell'adolescenza. Ero un po' emo".

"Sono caduta scendendo le scale dell'Ariston e mi sono fatta malissimo. I miei cantanti preferiti al Festival di Sanremo 2015? Nek, Malika, Il Volo e Marco Masini".

"Con i miei genitori ho un buon rapporto. Non ci sentiamo spesso, ma quando delle persone si vogliono bene non c'è bisogno di parlarsi troppo. Mia madre quando ero piccola aveva dei momenti in cui era nervosa per via di alcuni problemi fisici, dopo lamia caduta al Festival le ho inviato un sms in cui le ho scritto 'adesso capisco perché avevi quei comportamenti, non era facile badare a me e al mal di schiena'. E' stato un momento attraverso il quale sono diventata Donna".

"La mia canzone del cuore del Festival di Sanremo? E' durato 65 anni, è un po' difficile scegliere. Mi piace molto "Di cielo e d'azzurro" di Giorgia. La musica è un settore molto faticoso, difficilmente plasmabile alla vita di un individuo, per questo devi dedicarti completamente a lei. Progetti futuri? Ho in ballo un progetto con la Disney e sto lavorando da un po' al mio nuovo disco".

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