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Barbara D'Urso, falso grillino a Pomeriggio Cinque. M5S in rivolta: "Strategia per screditarci"

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Dopo l'intervista-spot elettorale a Silvio Berlusconi e quella morbosa a Michele Misseri, Barbara D'Urso finisce di nuovo nell'occhio del ciclone. A prendersela con lei, questa volta, il Movimento 5 Stelle, che ha denunciato l'ospitata mercoledì, all'interno del contenitore pomeridiano Pomeriggio Cinque, di un falso grillino, tal Matteo De Vita.

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Un episodio ritenuto particolarmente grave dal M5S, dal momento che il sedicente attivista si è reso protagonista di un intervento lesivo dell'immagine del Movimento e del suo leader, Beppe Grillo, strepitando e accapigliandosi con gli altri ospiti presenti in studio, esponenti del Pd, del Pdl e della Lega. De Vita - che sarebbe stato invitato da D'Urso in seguito a una sua telefonata a proposito di un intervento del blogger Daniele Martinelli - si definisce alternativamente "attivista" e "simpatizzante" e solleva un tale polverone che alla fine Barbara D'Urso gli dice: "Caro Matteo, venga pure in studio, così parliamo faccia a faccia. A meno che non venga espulso".

Una somma di 'provocazioni' che scatena l'immediata reazione del web, con il giornalista Matteo Incerti che sulla propria pagina Facebook e poi sul blog di Grillo denuncia "come le televisioni falsificano la realtà". "Il signor Matteo De Vita si iscrive ad un Meet Up (servizio di social network che serve a facilitare l'incontro di gruppi di persone, ndr) il 24 febbraio 2013", spiega infatti Incerti, e "magicamente Barbara D'Urso su Canale 5 lo invita a parlare a nome del Movimento 5 Stelle come 'attivista' in collegamento da Bari...". Ma "il signor De Vita, che non rappresenta nessuno se non se stesso", prosegue Incerti, "oltre a sfoggiare un arroganza fuori dal comune, si arroga il diritto di parlare a nome di un movimento al quale non appartiene se non virtualmente, dopo essersi iscritto alla semplice piattaforma Meet Up il giorno delle elezioni politiche 2013!!!!".

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Tuttavia, conclude il giornalista, "la televisione lo invita e lo spaccia per attivista e lo fa dialogare con deputati della Lega ed altri facendo fare una pessima figura al Movimento 5 Stelle", con tanto di 'sberleffo' finale di D'Urso, che per l'appunto gli dice che lo attende per un'intervista in studio, "sempre che non venga espulso". Una chiusura "degna del Grande Fratello (quello di Orwell)", commenta Incerti.

Insomma, una vera e propria farsa, secondo il M5S, fatta apposta per screditare i 5 Stelle e Grillo: com'è possibile, infatti, che nessuno si sia accorto che sui diversi gruppi di Meet Up l'iscrizione di De Vita è troppo recente per potere anche solo pensare che sia un attivista di lunga data? Ma non solo: che possa pure parlare a nome di tutto il Movimento?

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Una domanda che D'Urso ha liquidato con il Matteo De Vita-atto II. Il giovanotto, infatti, è stato di nuovo contattato telefonicamente dalla conduttrice durante la puntata odierna di Pomeriggio Cinque e ha dichiarato di essere solo un "simpatizzante" e di non parlare a nome di nessuno, se non di se stesso. D'Urso, invece, da parte sua, ha rispedito al mittente le accuse di faziosità e di un tentativo di danneggiare il M5S, affermando che "c'è una redazione giornalistica che si occupa di verificare" e che "Matteo risulta iscritto al forum del M5S, non importa in che data, lo abbiamo presentato come attivista non come esponente dei Cinque Stelle".

Insomma, il solito triste spettacolo di una tv sempre più trash, che offre inevitabilmente il fianco agli attacchi di Beppe Grillo, che sul suo blog oggi ha pubblicato un post in cui parla del conduttore tv che "si succhia come un ghiacciolo il movimentista a cinque stelle, vero o presunto (più spesso presunto), lo mastica come una gomma americana e poi lo sputa, soddisfatto del suo lavoro di sputtanamento", accusando: "E' pagato per quello dai partiti" e arrivando a dichiarare che "le Sette Sorellastre televisive non fanno informazione, ma propaganda. E' indispensabile creare una sola televisione pubblica, senza alcun legame con i partiti e con la politica e senza pubblicità. Le due rimanenti possono essere vendute al mercato".

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