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Bruciarono in un silos, l’azienda chiede i danni

Due anni fa morirono tra le fiamme che avvolse l’oleificio in cui stavano lavorando, ora l’azienda chiede ai parenti delle vittime (Tullio Mocchini, Giuseppe Coletti, Wladimir Toder e Maurizio Manili), e all’unico superstite della strage, i danni.

La richiesta arriva dall’Umbria Olii, l’atto legale porta la firma dell'amministratore delegato della società, Giorgio Del Papa, indagato dal giorno seguente la tragedia. Le accuse per il manager sono di disastro colposo con l'aggravante “della colpa con previsione dell'evento”, violazione delle norme di sicurezza e omicidio colposo plurimo.

Secondo l’azienda umbra, gli operai, saltati in aria mentre erano al lavoro per costruire una passerella in grado di collegare due silos, avrebbero dovuto sapere che le fiamme ossidriche non potevano essere utilizzate in quell’intervento per la presenza di gas esplosivo.

“Ormai ci attendiamo di tutto, visto che la Giustizia consente questo”, commenta così la notizia Klaudio Demiri, unico superstite dell’incidente: al momento della tragedia si trovava in una gru. “ Si tratta di un attacco inaudito” spiega Giovanni Cerquetti, legale dei familiari di una delle vittime, “ l’ordinamento garantisce la tutela contro queste improvvide azioni

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