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Canone sì, canone no: le reazioni

La campagna di Feltri per abolire il canone Rai ha suscitato, come prevedibile, le reazioni di numerosi personaggi politici e del mondo dello spettacolo. Ecco alcune delle dichiarazioni odierne.

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Maria Stella Gelmini: "Dare spazio a scienza, cultura e alle eccellenze del Paese... mettere un bollino verde per vedere quali programmi sono di interesse pubblico e poi finanziare solo quelli con i soldi del canone Rai".

Roberto Castelli: "Modestamente noi della Lega predicammo lo sciopero del canone nell'indifferenza generale quasi venti anni fa".

Franco Zeffirelli: "Disgustato dalla televisione come arma di propaganda".

Francesco Storace: "È davvero giunto il momento di abbattere il canone Rai. Non serve più a niente, se non a mantenere un esercito di lottizzati - la gran massa dei giornalisti - che può tranquillamente sopravvivere con la pubblicità".

Antonio Di Pietro: "Da anni Italia dei valori dice che questa Rai non merita il canone perchè è controllata e gestita dal sistema dei partiti. Avvisiamo i cittadini: fin quando i partiti non vanno fuori dalla Rai, non merita il vostro canone".

Mario Landolfi: "Non sono d'accordo (ad abolire il canone, ndr). Una misura del genere non resterebbe senza conseguenze. La Rai, per il canone che incassa, ha un limite alla raccolta pubblicitaria: se si togliesse il canone si dovrebbe eliminare il tetto sulla raccolta con conseguenze distorsive per il sistema".

Luca Barbareschi: "Iniziativa faziosa e stupida, capace di dare origine solo a beghe politiche. Ristrutturare la Rai e riorganizzarla secondo meritocrazia è una cosa seria e da fare, ma togliere il canone non è certo un'operazione giusta".

Giorgio Merlo: "Il sì al canone Rai è una battaglia di libertà. È curioso che nella lotta contro il canone Rai patrocinata da ampi e consistenti settori della destra si unisca, per opposti motivi, anche Di Pietro".

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