Excite

"Il Misfatto": la satira non abita più qui

Dopo l'annuncio di Berlusconi che conferma la partecipazione dell'Italia ai bombardamenti della Libia, venti di guerra soffiano anche nella redazione de "il Fatto Quotidiano". Ed è curioso notare come la spaccatura all'interno del direttivo del giornale più accanitamente ostile al presidente del consiglio e ai suoi seguaci si consumi in parallelo allo sbandierato divorzio di un Bossi tatticamente no-war dal suo alleato storico. Anche qui motivo del contendere è un diverso modo di intendere il proprio manifesto programmatico e le proprie posizioni.

Pietra dello scandalo per il giornale di Antonio Padellaro e Marco Travaglio è il foglio satirico "il Misfatto" e in particolare una striscia di Disegni che si fa beffe di Alberto Asor Rosa, descrivendolo come un radical chic che discetta di politica e di massimi sistemi in un casale sulle colline toscane mentre assaggia tartine di paté di fegato d'oca e di lardo di colonnata e degusta Brunello. Una descrizione che pare non sia piaciuta per nulla ai responsabili dell'inserto, guidati da Luca Telese, ma che invece sarebbe stata approvata dalla direzione, aprendo ufficialmente una crisi che ha trovato rapida conclusione nella rimozione in blocco "del gruppo di lavoro che in questi 14 mesi ha ideato e curato questo perfido Misfatto" come lo stesso Telese ha comunicato domenica 24 sulla pagina Facebook del foglio satirico.

Annozero: Marco Travaglio all'attacco del premier

Un annuncio non privo di accuse e di frecciate velenose nei confronti di Disegni, che Luca Telese ha rincarato anche sul suo blog: "la storia qui è semplice: questo gruppo di lavoro aveva creduto alla possibilità di fare un settimanale di satira quando i Grandi Professionisti della Satira pensavano che non ci fossero le condizioni per riuscire" concludendo: "adesso che lo spazio c'é, e i soldi pure, i Garibaldini che hanno voluto la presa di Porta Pia vengono mandati a casa per dare spazio al Grande Professionista della Satira che all'inizio aveva declinato l'invito". Insomma, una diatriba che va a tirare fuori vecchi rancori mai sopiti e che lascia intuire che all'origine della decisione della direzione de "il Fatto" di silurare senza se e senza ma i responsabili de "il Misfatto" ci sia qualcosa di più della polemica montata intorno a una striscia.

E a confermare il sospetto ci pensa proprio Disegni che, in una nuova vignetta, tira in ballo fantomatiche "ronde per il rispetto e l'osservanza delle regole e del buon costume per l'ortodossia della satira" che in una parodia dei soldati di "Full Metal Jacket" snocciolano a gran voce il credo del vero militante della satira, descrivendo l'autore stesso come "un ebreo sionista" per la sua ironia "non politically correct" nettamente in contrasto con quella di Telesio e soci che, a dire del miliziano che parla per Disegni, non si permetterebbe mai di criticare Beppe Grillo e Asor Rosa.

Un affondo che l'ex responsabile editoriale de "il Misfatto" incassa e restituisce al mittente con altrettanta acredine, spiegando diffusamente sul suo blog che "questa meravigliosa polemica che Stefano Disegni immagina di aver intrattenuto con noi sulla natura della satira (noi saremmo 'politicamente corretti', lui anticonformista e ribelle, wow!) semplicemente non esiste (avendo smesso di partecipare alla seconda riunione per fare l'autore di un programma di successo chiuso alla terzapuntata, non c'è stata alcuna possibilità di polemizzare con lui, nemmeno volendo: lui non c'era)" e tirando fuori dall'armadio con una certa soddisfazione scheletri che sarebbe stato meglio lasciare al loro posto: "il Grande Professionista della Satira ha scalpitato da matti per farsi dare un giocattolino, dopo – come abbiamo raccontato – aver rifiutato la proposta (di Padellaro e anche mia) di condurlo quando non c'erano certezze, perché non voleva mettere in gioco il prestigio della sua firma".

Nel battibecco tra primedonne, infatti, l'unica cosa certa è che i due protagonisti sembrano tutto meno che gli alfieri dello spirito innovativo e rivoluzionario di cui "il Fatto Quotidiano" si è sempre proposto come promotore. Le accuse, le frecciatine e gli insulti non si discostano per nulla da quelli dei politici e della politica che il giornale non perde occasione di bacchettare, perdendo anch'esso colpi sull'unica cosa che veramente muove tutto: il potere e il diritto di esercitarlo.

Ma oltre a lasciare basiti i lettori - "sono allibita! Ma in questo paese c'è qualcuno che si salva dal cosiddetto 'predicare bene e razzolare male'?", "la democrazia in Italia non esiste, nemmeno in questa testata giornalistica" - che in molti dichiarano il loro disamoramento per il giornale e per la striscia, con conseguente promessa di non comprarlo più, la querelle mette "il Fatto Quotidiano" nella spiacevole posizione di bersaglio per tutta quella stampa - in primis "il Giornale" - che non vedeva l'ora di coglierlo in fallo e che con l'occasione lo attacca senza esclusione di colpi, mettendolo alla berlina e compromettendo gravemente la sua credibilità. Una triste fine per una banale questione di esercizio dell'autorità.

Foto: wikipedia.org - lucatelese.it

tv.excite.it fa parte del Canale Blogo Entertainment - Excite Network Copyright ©1995 - 2016