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Cda della Rai: "Il contratto di Bruno Vespa? Troppo costoso"

Ieri il Consiglio d'amministrazione della Rai avrebbe dovuto esaminare il rinnovo del contratto del giornalista Bruno Vespa, ma la discussione è stata rimandata a mercoledì prossimo. Da parte del Cda solo un piccolo accenno che però non lascia presagire nulla di buono per il giornalista: "Così non và". L'attuale contratto tra la Rai e Vespa, che prevede un minimo di 1 milione e 200mila euro per 100 puntate di Porta a Porta, scadrà ad agosto del 2010 e per il nuovo accordo era stato proposto un aumento superiore al 20 per cento.

I consiglieri Angelo Maria Petroni e Nino Rizzo Nervo hanno però richiesto il rinvio dell'esame del rinnovo del contratto. I due consiglieri avrebbero chiesto al direttore generale della Rai Mauro Masi di riconsiderare l'accordo. Secondo Petroni e Nervo in un momento in cui si è chiesto a tutte le strutture di contenere i costi non si può approvare approvare un contratto che prevede un aumento degli stessi del 22 per cento. Così il Cda ha rimandato l'approvazione del contratto di Bruno Vespa perché giudicato "troppo costoso".

Il giornalista ha così commentato: "Mi pare giusto che il Cda della Rai abbia chiesto un approfondimento su tutti i contratti da rinnovare e non soltanto sul mio. Si potrà così constatare che alcuni elementi del mio contratto risalgono al 2001 e altri al 2004. Se si pensa che quando entrerà in vigore il prossimo contratto l'inflazione del decennio sarà intorno al 22 per cento è più facile ragionare. Anche tenendo conto che dovrò liquidare alla Rai una quota di molte mie prestazioni professionali esterne e che il nuovo garantito coprirà 26 trasmissioni in più del precedente".

Vespa ha poi detto di essere dispiaciuto che le "fughe di notizie" riguardino solo il suo contratto. "Mi dispiace che si dimentichi che nel 2001 il direttore generale Cappon stabilì lui la cifra calcolando il 15 per cento in meno di quanto offerto a Gad Lerner e Fabio Fazio per due trasmissioni meno importanti di 'Porta a Porta' che mai si fecero - ha aggiunto il giornalista - Mi dispiace che non si pubblichino i contratti del compianto Enzo Biagi, il contratto precedente e quello attuale di Fabio Fazio, quello di Daria Bignardi e altri ancora. Io sono pronto a confrontarmi pubblicamente con tutti. Peccato che mi manchino gli interlocutori".

 (foto © LaPresse)

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