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Che tempo che fa del lunedì: Saviano torna a parlare di 'Ndrangheta al Nord

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Era il Novembre del 2010 e Roberto Saviano in una puntata di “Vieni via con me” disse: “La ‘Ndrangheta al Nord interloquisce con la Lega”. Bastò una frase per scatenare un putiferio. L’allora ministro dell’interno Roberto Maroni pretese di partecipare al programma per replicare e ottenne l’invito. Giornali e televisioni attaccarono lo scrittore anti-camorra. Ieri sera Saviano è tornato sulla vicenda in “Che tempo che fa del lunedì”, un mix di Vieni via con me e Quello che non ho.

Neri Marcorè è Daniele Capezzone a Che tempo che fa. Guarda il video

Lo scrittore, dopo l’assenza della scorsa settimana (forse per evitare Celentano), è stato accolto dal boato del pubblico. Per trenta minuti si è occupato del caso Zambetti, l’assessore regionale della Lombardia finito agli arresti per i rapporti con la malavita organizzata calabrese. Pause, documenti, racconti per spiegare la delicata vicenda. La serata sembra voler ricordare che lo scrittore due anni fa aveva ragione. Lo si capisce dall’inizio quando Massimo Gramellini, leggendo la classifica delle notizie della settimana, bacchetta «Il Giornale» che due anni fa si scagliò contro lo scrittore anti-camorra proprio per le dichiarazioni sulle infiltrazioni della malavita calabrese in Lombardia.

Che tempo che fa del Lunedì, le puntate precedenti

L’autore di Gomorra poi si sofferma sulle difficoltà della politica: “Alla mafia fa comodo che ci sia una classe politica in difficoltà, che ci sia sempre un'onta sulle istituzioni. A loro fa comodo una situazione per cui si percepisce che tutto è uguale, tutto fa schifo, è tutto marcio. È esattamente quello che loro vogliono”. Il monologo si è concluso con un reading dei nomi dei 210 consigli comunali sciolti per infiltrazioni mafiose negli ultimi anni. Una litania ad effetto ma sicuramente antitelevisiva.

La serata scivola via con Antonio Cassano, Fiorella Mannoia e Paolo Rossi. La forza di Saviano è nota ma forse va assunta a piccole dosi per evitare di stancare il pubblico. Il rischio che corre lo stesso Fazio è quello di “bruciarsi” per Sanremo. Creare un mini-evento ogni lunedì rischia di non far percepire al pubblico come un evento la sua presenza a Sanremo. E Saviano? Saviano a Sanremo è il desiderio di molti e l’incubo dei suoi detrattori (per lui si parla di un cachet di 200.000 euro). Il rischio è che con Fazio, Littizzetto e pure Saviano posso esserci all’Ariston un “Che Sanremo che fa”.

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