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Crozza nel Paese delle Meraviglie, prima puntata: dai "Renzini" le praline dell'ovvio al sen. Razzi. Ironia su Cairo Editore

  • La7

di Giovanni Mercadante

Un Maurizio Crozza in grande forma quello che ha fatto ritorno dopo la lunga pausa estiva, questa sera, 18 Ottobre 2013, su La 7.

Crozza nel paese delle meraviglie - Le foto della prima puntata

Nella prima puntata di Crozza nel Paese delle Meraviglie, il comico ligure ha esordito con una parodia de "Il Padrino" che riceve in visita Silvio Berlusconi che vuole rifondare Forza Italia, e il cane Dudù che lascia un "regalino" sul tappeto del boss ma che Crozza-Berlusconi si affretta a raccogliere e poggiare sopra la copertine dell'Espresso con Matteo Renzi. Il Padrino però non è tanto convinto di voler rifondare Forza Italia: "Quanti ca**i di processi c'hai? Ti rendi conto che la nostra famiglia in confronto a te è da oratorio? E poi io sono ancora candidabile, tu no". Quando poi, all'improvviso, squilla il telefono, Silvio capisce che dall'altro capo della linea c'è Angelino perché i due parlano in siciliano stretto. Il padrino invita così l'ex premier ad andarsene ma lui desiste, così il boss inizia a sparare ma Berlusconi schiva tutti i colpi, perché lui è come i gatti "c'ho sette vite" e così si passa al pugnale che però colpisce il cane Dudù che salva così il suo padrone. "E adesso chi glielo dice alla Pascale? Le do il numero e la chiama lei". "Io no, piuttosto rifacciamo Forza Italia".

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Il primo monologo di questa puntata non poteva che essere dedicato alle recenti polemiche del passaggio in Rai di Crozza: "E' bello essere tornati a casa, starò qui per altri tre anni, si è detto di tutto, sembravo la salma di Priebke che non si sa dove metterla. Sono uscite interviste inventate che non ho mai fatto." E qui l'affondo contro il Messaggero che ha riportato -giusto ieri- un virgolettato del comico: "Perché vi inventate delle dichiarazioni? Non avete nulla da scrivere? Allargate l'oroscopo, ingrandite i caratteri…oppure sentite Brunetta che sta lanciando il suo nuovo disco" quindi parte con l'imitazione sulle note di "Quando Quando Quando" di Tony Renis: "Dimmi quanto prendi in Rai, dimmi quanto quanto quanto…Gubitosi in mezzo ai guai, non mi fermerò mai..". Insomma, Crozza conferma il suo impegno a La7 per i prossimi 3 anni e fa ironia sul suo editore Cairo, prima lo paragona a Cetto La Qualunque di Antonio Albanese poi rincara: "E’ costruttore, editore, proprietario di squadre di calcio… se non fosse incensurato…”. Poi scimmiotta le riviste della Cairo: "Rane e altri animali da giardino / Arpa per tutti/ Cane e tempo libero, Cairo editore a solo un euro".

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E nell'anno uno d.c. "dopo Cavaliere" e con Letta Premier, anche "anno Democrazia Cristiana" in Italia non sembra essere cambiato nulla. Crozza ricorda -infatti- che "appena" otto anni fa era ospite dello show di Adriano Celentano su Rai 1, e cantava un medley dei Gipsy King sul fallimento dell'Alitalia e sulla legge elettorale: “Dal 2005 non è cambiato niente, solo che io stavo su Rai 1. E ora sto su La7″. Poi si torna su Alitalia. Che fine hanno fatto i salvatori della compagnia di bandiera? Quelli lì della famosa cordata erano i Riva, arrestati e in attesa di giudizio, i Ligresti e Francesco Bellavista Caltagirone in carcere, Antonio Angelucci in carcere per malasanità, Marco Tronchetti Provera condannato in primo grado, D’Avanzo indagato a Napoli. “Non era una cordata, era una retata". Siamo il paese delle persone sbagliate nei posti sbagliati, e cita la teoria di Peter secondo la quale "In una gerarchia ogni dipendente tende a salire di grado fino al proprio livello d'incompetenza."

Nel corso della serata c'è stato ampio spazio dedicato ad un nuovo personaggio quello del Senatore Razzi che ci rappresenta in tutto il mondo e che oltre a paragonare la Cina alla Svizzera (!!!) ha "la sintassi tutta disgregata, è il demolitore della locuzione" e all'attesissimo Renzi che paragona ad un mentalista: "Se gli chiedono dell'Imu lui sposta l'attenzione sulla parola calore, ci ipnotizza". E con l'imitazione di Renzi, oltre ad una serie di supercazzole, parte anche il famoso spot dei "Renzini", le praline dell'ovvio.

Nell'ultima parte del programma spazio alla polemica sulle dichiarazioni di Barilla definite omofobe, dopo la lezioncina sulla natura, l'amore e la trita e ritrita morale sulla famiglia tradizionale, Crozza ci propone Banderas nel Mulino Bianco che rifiuta totalmente la versione gay-friendly dello spot, così viene sostituito da un testimonial più azzeccato quale Elton Jhon, e sulle note di Your Song con i nuovi biscotti "Bulicci del mio cullino" si chiude la prima puntata dello show.

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