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Daniele Luttazzi, in tv manca solo lui

Con il ritorno di Santoro e Biagi sugli schermi della Rai, gli anni della censura politica sembravano finiti, se non fosse che non tutti i "figliol prodighi" sono tornati. Resta, infatti, ancora fuori onda Daniele Luttazzi. Intervistato da Vanity Fair, il comico spiega perchè e rilascia qualche anticipazione sul suo nuovo libro "Lepidezze postribolari, ovvero Popolorum Progressio" in uscita il 3 Maggio per Feltrinelli.

"Come mai non sono più in televisione? È un problema ciclico", questa la spiegazione di Luttazzi al suo oscuramento, che è continuato anche dopo la vittoria del centrosinistra "No, perché non è una questione di destra o sinistra, ma di clan. Non è un caso se ci sono molte situazioni ambigue. Per esempio, il fatto che il Consiglio d’amministrazione della Rai sia ancora quello nominato dal centrodestra, e che il governo attuale non sia riuscito a rimuoverlo."

Nel suo libro Luttazzi attacca quasi tutti quelli che fanno programmi comici, come Davide Parenti, inventore delle Iene, mentre salva Antonio Ricci di Striscia: "Ricci, nei miei confronti, non si è comportato in maniera disonesta, come, invece, ha fatto Parenti. In un’intervista al Corriere della Sera disse che, se avessi immaginato quanto mi sarebbe costata in termini economici l’intervista a Travaglio, non l’avrei fatta perché sono tirchio. Un insulto personale doppio: mi ha dato dell’avido e dell’opportunista."

Non tutti sono contro Luttazzi, ad esempio, Santoro gli aveva offerto di partecipare alla sua trasmissione "Anno Zero" con uno spazio fisso, ma il comico ha rifiutato: "Perché la Rai deve sciogliere il suo vincolo nei miei confronti. Io scrivevo e conducevo un programma, e da lì voglio ripartire.".

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