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Donne mortali, Roberta Bruzzone indaga negli omicidi al femminile

Roberta Bruzzone è una delle criminologhe più note della televisione. È una delle principali protagoniste che ruotano intorno al caso dell'omicidio di Sarah Scazzi, che è riuscita a far emergere nuove scottanti verità sul delitto. Da anni la professionista conduce un programma che si occupa di cronaca nera 'Donne mortali'.

Le foto di Roberta Bruzzone

Su Real time tv vengono analizzati vari casi in cui la donna è il 'killer', se ne capiscono le paure, le emozioni e le ossessioni che hanno condotto al tragico evento. In ogni puntata vengono messi sotto la lente d'ingrandimento raptus di follia ascoltati nei telegiornali e letti sulle riveste. La Bruzzone conduce il telespettatore nella mente del serial killer.

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Ogni donna attiva il suo grilletto interiore a modo suo, scatta come una molla in un determinato momento. La società di oggi ha il difetto di non consentire l'autocontrollo, spinge all'eccesso, al risultato a tutti i costi. La criminologa stessa ha dichiarato: 'Laddove la società è impostata in modo da concederti di esistere solo in quanto consumatore, e in questi periodi di crisi in cui a perdere tutto ci vuole un attimo, le pressioni sono tali da favorire il delitto. Ma la spinta all'omicidio c'è in tutte le culture'.

La conduttrice spiega come la cronaca nera sia fonte per il programma e quale sono le cause che spingono le donne a trasformasi in assassine: 'Le statistiche dicono che il dieci per cento dei casi di omicidi di donne in Italia tra il 2002 e il 2008 sono stati preceduti da casi di stalking da parte dei loro ex partner. Le donne uccidono, certo, ma prevalentemente lo stalker è uomo e si tende a scusarne le azioni spiegandole come una specie di eccessiva nostalgia sentimentale. Un atteggiamento pericolosissimo'.

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