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Duccio Forzano ad Excite: "Vi presento il mio Sanremo 2013"

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Duccio Forzano è il regista più creativo della televisione italiana e in molti lo considerano l’erede del grande Antonello Falqui. Il regista genovese viene notato negli anni novanta da Claudio Baglioni e da lì la sua carriera prende il volo. Ha diretto Fiorello, Morandi, Panariello, Antonella Clerici, Paolo Bonolis e molti altri. Forzano è una garanzia di qualità e professionalità. Il suo stile, dato dal colore e dall’atmosfera, rende il prodotto originale, nella sua regia c'è sempre un tocco di raffinatezza e di eleganza, che attualizza la tv classica. Forzano collabora da anni con Fabio Fazio, è infatti il regista di Che tempo che fa e ha diretto Vieni via con me e Quello che non ho. Sarà lui a curare la regia di Sanremo 2013, dopo aver già diretto le edizioni 2010 e 2011.

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Lei è il regista del prossimo Festival di Sanremo. Anche se ha già diretto in passato il festival come vive questi mesi di attesa? Come si prepara a quest’evento?

“Intanto siamo al lavoro già da qualche mese per quanto riguarda la scenografia e le luci. Con Ivan PIerri, Direttore della Fotografia e Francesca Montinaro, scenografa, siamo in contatto costante perché, per la buona riuscita dell'immagine, è fondamentale che la regia si confronti con questi due reparti proprio dalla fase iniziale del progetto. Solo così il risultato può essere davvero armonico. Poi ci sono naturalmente le riunioni con Fazio e gli autori e personalmente cerco di riflettere su qualche trovata registica che sia connotativa per questo Festival.”

Oltre a Fabio Fazio e Luciana Littizzetto può svelarci qualche altra presenza?

“No, perché non c'è nulla di certo ancora.”

Molti la considerano l’erede di Antonello Falqui sente il peso di questa eredità?

“Più che il peso potrei dire di sentirmi onorato di questa cosa. Antonello Falqui è da sempre il mio modello per quanto riguarda la regia televisiva e, sebbene mi sembri quasi irrispettoso nei suoi confronti, essere paragonato a lui non può che farmi enormemente piacere.”

Cosa manca alla televisione di oggi? Cosa dovrebbe esserci?

“Manca il coraggio di sperimentare. Essendo così schiavi del profitto, ovvero del dato Auditel, manca la libertà di esprimersi. Siamo tutti disposti a tutto per un punto di share in più e molto spesso questo va a scapito della qualità.”

Ha diretto anche progetti cinematografici anche se è conosciuto come regista televisivo. Cosa la appassiona maggiormente?

“Mi appassiona ogni cosa che dia la possibilità di sperimentare e e di trovare diverse forse espressive. Mi piacciono gli stimoli e le sfide.”

L’amore è sordo, la minifiction dedicata ai non udenti andata in onda su Rai1, avrà un seguito?

“Speriamo di si. Non so dirle dove e quando.”

Preferisce curare la regia di un varietà o di un programma di “parola” come Che tempo che fa?

“E' interessante fare entrambi. Perché sono molto diversi. E' bello lo show perché è vario e movimentato ed adrenalinico ma è bellissimo anche il talk dove sono la parole ad essere protagoniste ed il regista è chiamato a seguire i discorsi e a valorizzare il senso di ciò che viene detto. E' bello saper fare entrambi.”

Ha cominciato con Claudio Baglioni, è vero che lo ritroverà sul palco dell’Ariston?

“Claudio è da sempre il mio mentore. Si è parlato, si, di una partecipazione all'Ariston ma non so a che punto siano, oggi, le trattative.”

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