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Duccio Forzano ad Excite.it: "Che tempo che fa merita Rai1, problemi per il Rischiatutto. Madonna mi ha chiesto..."

Per molti è il più bravo regista in circolazione, considerato anche il vero erede di Antonello Falqui, stiamo parlando di Duccio Forzano che si divide tra Che tempo che fa e DiMartedì ma con lo sguardo sempre fuori dal piccolo schermo dove sperimenta con alcune webseries. Noi di Excite.it lo abbiamo incontrato per fare un bilancio della stagione che volge al termine tra le (non) richieste di Madonna, la sorpresa di Maria De Filippi e il probabile ritorno di Rischiatutto.

La stagione di Che tempo che fa che volge al termine ha confermato buoni ascolti, ti piacerebbe una promozione su Rai1?

"Più che piacere a me credo sia la collocazione giusta per il programma, lo richiede la qualità delle interviste, degli ospiti e lasciamelo dire anche la qualità della confezione del programma che se non avesse il logo in alto a destra con scritto Rai3 sarebbe molto semplice accomunarlo al lavoro che si fa su Rai1."

Quindi reputi possibile un cambio di rete in autunno?

"Se ne parla da anni, lo auguro al programma perchè se lo merita. Può darsi che questa sia la volta buona anche se non ho sentito grosse novità da questo punto di vista".

Maria De Filippi, recentemente vostra ospite, si è stupita per la presenza di una telecamera in particolare. La Rai ha ancora i mezzi migliori?

"I mezzi tecnici che si usano all'interno delle produzioni li richiede il regista che ha delle esigenze di un certo tipo, la Rai mi ha sempre accontentato. All'ultimo Sanremo è riuscita a far entrare la spiderman 2d, non quella 3d perchè impossibile in un teatro per motivi di sicurezza, ma c'è un gruppo di persone importanti che sanno come si fa questo lavoro e sanno che se un regista chiede un certo tipo di macchina è perchè quella macchina serve per raccontare meglio ciò che mandiamo in onda. Probabilmente il regista di Mediaset non ha bisogno di quella macchina oppure non ne conosce l'esistenza anche se dubito perchè chi fa il nostro mestiere si aggiorna sempre sulle nuovo tecnologie. Sono contento che la De Filippi abbia apprezzato la telecamera Technocrane quando è venuta da noi."

La puntata più vista della stagione è stata quella con ospite Madonna. La star americana ti ha fatto richieste particolari dal punto di vista registico?

"Più che richieste particolari è stata richiesta una certa attenzione che sinceramente ho per tutti gli ospiti soprattutto per le donne. Cerco sempre di non fare inquadrature che le possano danneggiare dal punto di vista d'immagine, una luce giusta, se una ha un profilo non proprio telegenico vedo di evitarlo. Mi ha richiesto questo, niente di più anche perchè non ha bisogno di aiuti da questo punto di vista."

Guardando il tuo modo di lavorare si ha la sensazione che tu vada oltre la regia e che il tuo sia un lavoro anche autoriale.

"Ti ringrazio davvero per queste parole perchè è così e dovrebbe essere così sempre per chi fa il mio mestiere invece negli anni la figura del regista televisivo è andata a perdersi e questo perchè o non c'è stato un cambio generazionale o perchè il discorso tra autori e regia non è andata avanti nel modo giusto. Dai tempi di Antonello Falqui le cose sono cambiate molto, Falqui ha sempre fatto l'autore ed il regista e io personalmente mi batto per questo perchè deve esserci una collaborazione totale che parte dalla scrittura. Per questo motivo nei progetti voglio entrarci da subito, non mi interessa entrare in un prodotto dove la scenografia è stata disegnata, le luci sono state già progettate e il regista arriva a fare una documentazione di ciò che accade questo non vuol dire fare il regista ma un altro mestiere. Che tempo che fa è stato ed è ancora un programma dove io mi esprimo anche dal punto di vista autoriale perchè raccontare due persone che parlano credo sia la cosa più difficile da fare."

Questa sera su Rai1 andranno in onda gli Oscar Tv e Che tempo che fa non ha ricevuto la nomination. Ci siete rimasti male?

"No, non ci siamo rimasti male. Che tempo che fa ha già ricevuto il Premio Regia Televisiva più di una volta, fa sempre piacere ricevere dei premi ma la cosa migliore è quella di fare il proprio lavoro sempre al massimo delle proprie possibilità. I premi lasciano un po' il tempo che trovano."

Antonella Clerici in un'intervista recente ha detto: "A Fazio danno Clooney, a me Lando Fiorini". Giusto il comportamento della Rai?

"Ho letto anch'io la dichiarazione di Antonellina a cui devo moltissimo perchè il mio primo Sanremo l'ho fatto grazie a lei. E' una questione di produzione, non è la Rai. Probabilmente alcune produzioni esterne riescono ad avere la possibilità di avere certi ospiti e altre meno. C'è anche da dire che Che tempo che fa io lo faccio da dieci anni e si è creato una sorta di un pedigree per cui l'ospite se ha una data sola quando deve scegliere preferisce andare in un programma che ha un pedigree di un certo tipo. Da noi sono venuti praticamente tutti ma posso garantirti che nel 2005 quando è iniziato Che tempo che fa i grandi ospiti non c'erano e non c'era neanche la musica, non era contemplata. E' stato un lavoro mio, degli autori, di Endemol e della Rai che mette in campo una professionalità davvero di livello per crearsi in dieci anni un curriculum tale per cui il Clooney della situazione quando dice all'agente italiano 'Qual è il programma italiano dove andare?' loro probabilmente dicono Che tempo che fa".

Sei alla regia anche di DiMartedì, gli ascolti del programma sono saliti è si è arrivati ad un sostanziale pareggio con Ballarò. I due talk sono praticamente uguali, vi siete pentiti di questa scelta?

"In questo caso mi sono occupato molto dell'impostazione estetica del programma e quindi i colori e lo studio. Giovanni Floris è quello, lo stesso che era a Ballarò è a DiMartedì. Lui sa fare quel tipo di lavoro, l'ha fatto per dodici anni in Rai e adesso lo fa La7. E' cambiato qualcosa in scaletta, ci sono più ospiti con un ritmo più frenetico ma Floris è quello. Probabilmente se la Rai avrà deciso di proseguire su quel marchio avrà avuto le sue ragioni ma io credo che il conduttore di Ballarò dovrebbe avere un vestito su misura per lui e non quello di Floris, questo lo aiuterebbe ad avere una propria personalità e giocarsela con un prodotto che non è lo stesso che va in onda su La7."

Qualche settimana fa su Rai 3 è andato in onda "Io leggo perchè" con Pierfrancesco Favino con alcune critiche positive ma con ascolti bassi. Potessi tornare indietro cambieresti qualcosa?

"L'impostazione la terrei uguale sceglierei meno racconti lunghi in studio però sono molto soddifatto del lavoro e mi piacerebbe poterne fare una seconda edizione."

Si parla da mesi di un ritorno in onda del Rischiatutto con Fabio Fazio, qualche giorno fa i colleghi di Dagospia hanno parlato di problemi con i diritti. Si farà e tu sarai della squadra?

"Fabio mi ha parlato del prodotto e nel caso ci fosse questa possibilità sarò coinvolto. Anche io ho letto sui giornali che ci sono degli ostacoli, mi auguro si riescano a superare e se si supereranno ovviamente mi farà piacere far parte della partita."

Per chiudere ho notato che stai uscendo dal piccolo schermo, penso all'esperienza della webserie Celerentola.

"Io in realtà ci sono arrivato al piccolo schermo perchè ho sempre fatto quello che hai visto in Celerentola e ho bissato sul Corriere.it nell'ultimo mese dove abbiamo fatto un'altra webseries che si chiama 'Patologia: Libraio' che è stata presentata al Salone del Libro ed ha una scrittura completamente diversa da Celerentola che si rivolge ad un pubblico più giovane. Sì, mi piacerebbe tornare al vecchio amore che era quello del cinema e della fiction."

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