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Fazio e Saviano, Che tempo che fa del lunedì: sane provocazioni e storie da ricordare

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Erano in molti ad attendere Che tempo che fa del lunedì con Fabio Fazio e Roberto Saviano, novità della stagione televisiva di Raitre nonché "costola" del'ormai celebre Che tempo che fa. Si tratta di un format, di un esperimento pensato per il pubblico della prima serata, che sostituisce l'appuntamento del sabato ma ha una durata ridotta rispetto agli altri programmi: poco più di un'ora, dalle 21,05 alle 22,35, con i riflettori puntati - naturalmente - su temi culturali e soprattutto collegati al delicato tema della legalità. Una sorta di mix fra Vieni con me e Quello che (non) ho? Sì, potrebbe anche essere definito così.

Chi si aspettava un ingresso immediato di Savino è rimasto a fremere per un po'. Fazio, infatti, ha deciso di lasciarlo come una sorta di dulcis in fundo. La puntata è stata aperta con il ricordo di Mauro Rostagno, giornalista assassinato dalla mafia 25 anni fa. E il ricordo si è fatto più toccante nel momento in cui è apparsa sua figlia Maddalena, che ha letto una toccante descrizione del padre. Poi è toccato a uno degli ospiti fissi, Massimo Gramellini, vicedirettore del quotidiano La Stampa e scrittore, che si è cimentato con una satira politica dalla quale non si sono salvati nemmeno Berlusconi e Bersani.

Un ampio spazio è stato dedicato al cardinale Camillo Ruini e al suo recente libro Intervista su Dio - Le parole della fede, il cammino della ragione edito da Mondadori e scritto con Andrea Galli, giornalista di Avvenire. Come non si stanca mai di fare, l’ex Presidente della Conferenza episcopale italiana ha sottolineato l'importanza del dialogo fra fede e ragione, o perlomeno la sua ricerca.

Accolto con grane entusiasmo da parte del pubblico è stato Aniello Arena, protagonista del nuovo film di Matteo Garrone Reality, gran premio della Giuria al Festival di Cannes. Aniello Arena è detenuto dal 1993 nel carcere di Volterra, sta scontando l'ergastolo per una strage di camorra. Ha raccontato la sua storia e la storia del film spargendo commozione nell'aria. Poi è arrivato il turno di Paolo Rossi e delle sue filastrocche: forse dovrebbe rinnovarsi, a tratti risulta noioso.

Alle 22.17, Fazio ha fatto il tanto atteso annuncio: "E' tornato in Rai, sarà spesso in questa trasmissione. E' una ferita che sento finalmente sanata: signori, torna Roberto Saviano". Ed è tornato, Saviano, puntando velocemente i riflettori sugli sprechi della politica e sottolineando, di contro, la riduzione della spesa per le politiche sociali avvenuta negli ultimi anni. Questo è stato lo spunto per affrontare il tema della disabilità e raccontare la storia di Michel Petrucciani, nato nel 1962 a Orange e morto all'età di 37 anni. In seguito al parto gli si spezzarono tutte le ossa e divenne chiara la sua patologia: era affetto da osteogenesi imperfetta congenita, una malattia genetica che rende molto fragili le ossa esponendole a fratture e deformazioni anche solo per una posizione sbagliata.

Saviano racconta la storia di Michel Petrucciani: video

Michel era alto circa un metro, aveva numerosi problemi di salute, camminava soltanto con le stampelle, era fragile come un cristallo. Ma contribuì a scrivere la storia del jazz. Divenne uno dei più grandi. E quando qualcuno gli chiese perché facesse tanti concerti, lui rispose: "Perché è come fare l'amore davanti a tutti".

Che tempo che fa del lunedì andrà avanti per tre mesi, trascorsi i quali la Rai deciderà se andare avanti oppure cambiare rotta: tutto sta agli ascolti, com'è ovvio. I vertici dell'azienda hanno scelto di non rischiare troppo. Anche perché la coppia Fazio-Saviano è a dir poco particolare e sa essere anche scomoda, con tutte le conseguenze che ne derivano. Non dimentichiamo che Vieni via con me, nonostante i notevoli ascolti (la puntata dell'8 novembre 2010 fu seguita da sette milioni e 623 mila spettatori, con uno share del 25,48%, e le puntate successive raggiunsero picchi di oltre 10 milioni), fu infine escluso dal palinsesti perché non "gradito" alla dirigenza(da qui, il trasferimento a La7). Adesso che il direttore di Raitre è Antonio Di Bella, Fabio e Roberto possono prendersi le rivincita. Vediamo come si "giocheranno" questi tre mesi.

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