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Fiction Walter Chiari, Simone Annicchiarico risponde alle polemiche

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La fiction "Walter Chiari" su Rai Uno, trasmessa domenica e lunedì, è stata un successo per l'Auditel: l'ultima puntata è stata seguita da 6.451.713 spettatori, oltre 2 milioni in più rispetto agli spettatori del Grande Fratello 12.

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Bene l'interpretazione di Alessio Boni, quello che però non è piaciuta a molti è la trama della mini-serie, in molti punti troppo lontana dalla vita di Walter Chiari.

Ad intervenire sulla questione è Simone Annicchiarico, il figlio di Walter Chiari che in questa fiction - oltre che apparire in un cameo - ha avuto un ruolo da "consulente".

Simone ha replicato ai commentatori che su FB gli facevano notare le enormi discrepanze tra diversi passaggi del racconto e quella che è stata la vera vita del padre: "Mi ricordate per favore una fiction che si è attenuta alla realtà? La maggior parte di fiction dedicate a personaggi storici sono finite in tribunale. Una cosa è un documentario.. un'altra è una fiction".

Il figlio di Walter Chiari e Alida Chelli elenca alcune scene del tutto inventate, per spiegare ai suoi fan che è normale che una fiction abbia parti romanzate e non aderenti alla realtà: "Nessuno ha mai visto mio padre ‘in down’ non è mai stato licenziato da Antenna 3 e io non ho mai mangiato una cozza in vita mia e mai e poi mai gli ho spostato il braccio mentre mi carezzava".

Simone oggi ha dovuto far fronte ad un altro spunto polemico, quello lanciato da Tatti Sanguineti, amico di Walter Chiari, che ha rivelato un presunto segreto dell'attore: "Nel dicembre del 1926, anno V dell'era fascista, nei sotterranei della questura di Verona il brigadiere di Pubblica Sicurezza Carmelo Annichiarico (il padre di Walter ndr) percosse a morte con un nerbo di bue due antifascisti veronesi, i fratelli Panzieri, sottoponendoli ad un interrogatorio stringente- Anche per questo, ma non solo, la sua famiglia fu trasferita dal Ministero degli Interni nel 1933 da Verona a Milano. E Walter, il terzogenito, un discolo di 9 anni, rimase per un po' a Verona in un correzionale".

La replica di Simone Annicchiarico è netta: "Su mio padre, morto 20 anni fa, è stato scritto e detto di tutto e di più. Non ho mai sentito parlare di questa vicenda del nonno in casa. Inoltre questa storia secondo la quale papà sarebbe addirittura stato in un istituto correzionale mi sembra surreale. Fantasia spicciola. Viene da chiedersi perchè si senta ancora oggi il bisogno di infangare il nome di Walter Chiari a tanti anni dalla sua morte. C'è qualcosa di morboso. Non è sano".

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