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L'Infedele contro il Ciarlatano

Dopo il servizio mandato in onda a Striscia la Notizia del finto Beppe Grillo che se la prende con la giornalista dell'Associated Press Patricia Thomas, Gad Lerner ha pubblicato ieri sul suo blog un post dal titolo "Il ciarlatano Antonio Ricci", soffiando sul fuoco mai spento della polemica iniziata due anni fa con l'inventore del tg satirico di Canale 5 per l'immagine della donna oggetto svestita e silenziosa proposta nelle sue trasmissioni.

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"Ieri sera a “Striscia la notizia” Antonio Ricci ha scaraventato un imitatore di Beppe Grillo addosso a Patricia Thomas, giornalista dell’Associated Press, dandole dell’”americana ammuffita”. La malcapitata è colpevole di aver ricordato all'Infedele ciò che il peracottaro Ricci cerca invano di non far sapere ai suoi telespettatori: e cioè che solo in Italia succede che le principali televisioni trasmettano ossessivamente a ogni ora del giorno sempre lo stesso modello femminile ebete, sculettante, muto e sottomesso, come ornamento per maschi guardoni come lui e il suo principale Berlusconi" si legge nell'intervento del giornalista di La7, che già nel 2009, dalle pagine del Corriere della Sera, aveva attaccato Antonio Ricci senza mezzi termini: "Sei tu il vero papi", riferendosi alle rivelazioni di Noemi Letizia che di lì a poco avrebbero travolto il premier Silvio Berlusconi, trascinandolo dal divorzio da Veronica Lario fino allo scandalo del bunga bunga e della minorenne Ruby.

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Non usa mezzi termini, Lerner: "Ricci non è scemo ma finge di non capire", e spiega che il paragone proposto dal finto Grillo tra le "bad girls" americane e quelle nostrane non regge, perché mentre le cattive ragazze a stelle e strisce sono "dominatrici", quelle italiane sono "sottomesse", avvalorando ancora una volta la tesi della donna oggetto proposta dal creatore di Drive In e Odiens. Ironizza sull'esempio della fiorente industria del porno statunitense portato dall'imitatore del comico genovese "urca, che scoperta!" e sottolinea con vigore che negli USA e in paesi come la Francia, la Germania e il Regno Unito è totalmente assente: "una televisione clerico-puttaniera che contempla la donna solo in quanto corpo plastificato come da trent’anni ce la propina lui con le Veline, fingendo di farne la parodia progressista".

E affonda il colpo quando spiega il motivo della requisitoria di Ricci per voce del finto Grillo: "Ora che Berlusconi è invecchiato, e riproduce nel sottoscala di casa sua gli spettacolini televisivi ideati dal suo fido propagandista Antonio Ricci, quest’ultimo cerca di mistificare e distinguere le sue responsabilità. Usa il vecchio trucco di sostenere che tutto il mondo è paese (come se le porcherie altrui giustificassero le sue)". Lerner ammette che la televisione d'oltreoceano ed europea propone programmi trash e improntati alla misoginia, "ma non nella quantità, negli orari di punta e con l’univocità che vige in Italia. E della quale il nostro ciarlatano rimane il primo, insuperato propalatore".

Un attacco frontale durissimo che sul blog incassa molti commenti positivi, ma anche numerosi dissensi. Quello che i detrattori di Lerner e i meglio informati non perdonano al giornalista è la posizione apparentemente ambigua tenuta nei confronti della querelle sulla donna oggetto. Un utente per esempio scrive: "certo Gad che quando ti pungono sul vivo tiri fuori gli artigli ma ti arrampichi sugli specchi. Tu non sei certo il più coerente in questa storia, la tua difesa di Belen svestita per la pubblicità della Tim non l’ho digerita. Belen che si spoglia in ascensore si salva e le veline che ballano uno stacchetto no?", riferendosi all'articolo di Vanity Fair in cui il conduttore dell'Infedele aveva dichiarato: "Non mi assocerò a una campagna puritana di boicottaggio della povera, simpatica Belen, tanto più ora che si pretende di addebitarle il calo delle vendite dei prodotti Tim". Pezzo che aveva già innescato la polemica con la giornalista Caterina Soffici, alla quale Lerner aveva replicato dalle pagine del blog spiegando che: "anch’io come ho scritto, trovo brutte le pubblicità della bella e incolpevole Belen".

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Un fraintendimento (o uno scivolone?) che però non intacca la credibilità di Gad Lerner nella sua battaglia contro la mercificazione e lo svilimento del corpo femminile. E' al giornalista di La 7 che si deve il passaggio televisivo (anche se in versione non integrale) in prima serata del documentario di denuncia "Il corpo delle donne" di Lorella Zanardo, e sono stati proprio i temi affrontati nella puntata de l'Infedele dello scorso 14 febbraio a pungere sul vivo Antonio Ricci e la sua tv che non lascia spazio all'immaginazione.

Ecco il documentario in versione integrale "Il corpo delle donne"

 (foto © LaPresse)

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