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Tre Gialappa's per troppi reality

Undici edizioni di "Mai dire Grande Fratello" e adesso anche il nuovo "Mai dire Amici". I tre ragazzi terribili della Gialappa's Band raccontano in un'intervista a Tv Sorrisi e Canzoni, giornale di casa Mediaset, perché da quest'anno hanno deciso di seguire anche il talent show di Maria de Filippi, analizzando il proprio lavoro e il mondo della tv in generale.

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Interrogati su che cosa li spinge a creare nuovi programmi, Marco Santin, Giorgio Gherarducci e Carlo Taranto rispondono che alla base di ogni scelta c'è un'esigenza di cambiamento: "quest’anno per esempio facciamo la diretta del “Grande Fratello” su Mediaset Premium, cerchiamo di non esser schiavi dell’ascolto", riferendosi all'incredibile share delle loro trasmissioni, 30% in terza serata. "Mai dire Amici" nasce dalla stessa necessità: "Avevamo voglia di farlo da un po’ di tempo, fai una battuta un giorno, poi ne fai un’altra, ci piaceva commentare il talent show, e l’abbiamo proposto".

Un'idea che però non ha incontrato i favori del critico televisivo Aldo Grasso, che non solo ha accusato i tre di non proporre mai nulla di nuovo, diversamente da quanto sostenuto dagli stessi Gialappi, ma li ha pure accusati di essersi piegati al ruolo di sponsor di trasmissioni che altrimenti affonderebbero negli ascolti.

Eppure la Gialappa's Band dice di essere fedele alla sua linea irriverente e di non avere problemi a sbeffeggiare tanto Maria de Filippi che Alessia Marcuzzi: "ogni tanto sbaglia a parlare in italiano, sbaglia i tempi dei verbi, fa strane consecutio temporum…", così come i concorrenti della casa, anche se, a detta dei tre, questa edizione è più difficile da commentare perché sono tutti bellocci e un po' troppo simili. A salvarsi, e a salvare il divertimento di "Mai dire Grande Fratello", solo pochi: "Guendalina è cattiva ma ironica, e anche Raoul e Jimmy Barba, sono gli unici un po’ diversi, non sono dei fighetti, fanno delle stupidaggini assurde", con un rimpianto per alcuni indimenticabili personaggi passati: "Per noi gli anni d’oro restano quelli dove nella casa c’era gente diversa. Per noi è fondamentale un surfista, un Sergio Volpini o un Vittorio, che portano dentro quel clima di sana idiozia".

Ma nonostante il giocattolo mostri la corda, Santin Gherarducci e Taranto non hanno intenzione di smettere: "Te la vedi un’edizione del “Grande Fratello” senza che noi la commentiamo? Sarebbe come se dopo le partite di calcio non ci fosse il resoconto dei gol". In attesa del Grande Fratello 12.

 Foto: Sorrisi.com

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