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Giuliano Ferrara, addio alla Rai: "Sono vittima di mobbing"

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Giuliano Ferrara dice addio alla Rai perché "vittima di mobbing": la notizia desta una notevole sorpresa, non c'è che dire. Anche perché Ferrara è spesso finito al centro delle polemiche per il grande "affetto" - forse troppo - che la Rai ha mostrato più volte nei suoi confronti. Come dimenticare la volta in cui venne annunciato il debutto del programma Qui Radio Londra e il cospiscuo compenso percepito dal "voluminoso" giornalista, pari a 1,5 milioni di euro per tre anni, ovvero circa 3000 euro a puntata?

Le foto di Giuliano Ferrara

Ecco perché questa rottura appare davvero inaspettata e la motivazione quasi incredibile. Eppure è così: l'appuntamento quotidiano delle 20.30, condotto subito dopo il Tg1 da Ferrara, finisce qua. "Sono oggetto - ha scritto il protagonista di questa vicenda rispondendo a un lettore sul Foglio - di un grottesco e prolungato mobbing da parte di un funzionario Rai. Tutti lo sanno. Non voglio lavorare per un editore che non è dalla parte del mio lavoro. Ho molte altre cose da fare che mi interessano. Non recrimino e non ho nulla da pretendere".

Giuliano Ferrara contestato a Bologna: foto

Nel nome della diplomazia, poi Ferrara ringrazia i collaboratori e saluta "cortesemente" (parola sua) il pubblico. E ancora: "Non chiedo che di essere lasciato in pace. Mi infastidisce anche solo l'idea di essere trascinato in una rissa a sfondo televisivo. Fine delle trasmissioni. Punto". Ha dunque scelto di cambiare atteggiamento rispetto a qualche giorno fa.

Sì, perché durante una recentissima intervista a Radio24 sul caso Sallusti, Giuliano Ferrara aveva usato toni diversi. Molto più polemici: "Perché non vado in onda? Perché non ne ho voglia, mettiamola così. Sono c... miei, diciamo. Va bene?". La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione, da parte del direttore di Raiuno Mauro Mazza, di non mandare in onda la puntata lunedì scorso. Era stata registrata e conteneva un invito a Renata Polverini affinché si dimettesse. Cosa che è accaduta poche ore dopo.

A proposito di Mazza: come ha reagito? "Non so con chi ce l'abbia Ferrara - ha detto - Io non sono un funzionario, sono un giornalista, direttore di Raiuno pro tempore. Lunedì di fronte a una registrazione superata dagli eventi ho preso, nella irreperibilità di Ferrara, la sola decisione possibile. L'avrebbe presa anche il direttore del Foglio". Ci saranno altre "puntate" di questa storia, ne siamo certi...

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