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I Simpson rischiano la chiusura, colpa della crisi economica

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La crisi economica, i mercati che non danno certezze, i tagli all'economia stanno invadendo anche il mondo delle serie televisive, una delle industrie più redditizie degli Stati Uniti. A farne le spese potrebbero essere proprio I Simpson.

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Il cartone animato più irriverente della tv, che ha sempre raccontato con ironia la società americana, è a rischio chiusura dopo 23 stagioni. Il problema fondamentale è la mancanza di soldi e gli alti costi di produzione, per questo la 20th Century Fox e la Fox, che manda in onda la serie, non hanno più la disponibilità per affrontare queste spese. Per questo vogliono tagliare i fondi ai doppiatori.

Dan Castellaneta (Homer), Julie Kavner (Marge), Nancy Cartwright (Bart) e Yeardley Smith (Lisa) hanno un contratto che risale a tre anni fa, secondo cui guadagnano, per 22 settimane di lavoro, 8 milioni di dollari ciascuno. Cifre troppo esagerate di questi tempi. Secondo alcuni rumors, infatti, la società di produzione vorrebbe tagliare questi costi del 45%. Il risultato è o l'accettazione di un nuovo contratto o la chiusura della serie televisiva.

In un comunicato ,rilasciato al giornale 'The Daily Beast', la Fox fa sapere: 'I Simpson sono ancora creativamente brillanti e amati da milioni di fan in tutto il mondo, ma per quanto siamo convinti che questo show possa e debba continuare, non possiamo produrre le prossime stagioni con il contratto attuale: siamo fiduciosi che verrà raggiunto un accordo per far sì che I Simpson possano ancora vivere per diverse stagioni'.

Intanto questa crisi non coinvolge solo il cartone di Matt Groening, infatti è pronto a chiudere anche Dexter. Il protagonista del telefilm, Michael C. Hall, non ha ancora rinnovato il contratto per una nuova stagione. Chiede 24 milioni per altre due anni, ma la rete Showtime ne vuole sborsare solo 20.

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