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Il Commissario Montalbano, terza puntata: "Una voce di notte"

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Terza puntata de Il Commissario Montalbano quella andata in onda ieri sera, 29 Aprile 2013, su Rai 1. In questo episodio intitolato “Una voce di notte”, Salvo Montalbano compie 49 anni ma per lui è un giorno come un altro: se non fosse per la telefonata della sua fidanzata Livia, neanche se ne ricorderebbe.

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Durante il tragitto per arrivare in commissariato, Montalbano si imbatte in un pirata della strada che prima lo insulta e poi lo minaccia con una mazza durante una sosta al distributore di benzina, manco a dirlo Montalbano lo arresta per direttissima e lo porta lui stesso in caserma. Quando però il commissario scopre che il giovane che ha appena arrestato è Giovanni Strangio, figlio del presidente della Provincia di Montelusa Michele Strangio, capisce che i suoi problemi sono solo all’inizio e teme conseguenze per la sua carriera.

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Nello stesso giorno il direttore di un supermercato, Guido Nicotra, denuncia un furto avvenuto nel suo negozio, il caso sarà tutt’altro che semplice da risolvere: Montalbano sa che il supermercato di cui sopra è sotto controllo dei Cuffaro, nota famiglia mafiosa della città e il presidente del consiglio di amministrazione è l’onorevole Mongibello avvocato di fiducia della famiglia. Nel supermercato non c’è traccia di effrazione, quindi il furto deve esser stato compiuto da qualcuno che possiede le chiavi. Il direttore si mostra preoccupato e la polizia esclude che possa esser stato lui a rubare i 100 mila euro d’incasso anzi per Montalbano si fa sempre più probabile l’ipotesi che gli stessi Cuffaro vogliano incastrare l’uomo.

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La situazione precipita quando Nicotra, il direttore del supermercato, viene trovato impiccato nel suo ufficio: l’on. Mongibello avvocato di fiducia dei Cuffaro, minaccia un’interpellanza parlamentare sulla vicenda poiché è convinto che la responsabilità del suicidio sia di Montalbano ed Augello che avrebbero interrogato rudemente Nicotra e lo avrebbero accusato di essere complice dei ladri. Per Montalbano le cose si complicano e quando scopre, grazie al dott. Pasquano e ai risultati dell’autopsia che Nicotra è stato suicidato, si ritrova con le mani legate in quanto l’ipotesi dell’omicidio potrebbe essere messa in discussione da qualsiasi bravo avvocato.

Come se non bastasse spunta fuori un altro omicidio: la fidanzata di Giovanni Strangio (il pirata che il commissario aveva arrestato), Mariangela, viene trovata uccisa con diversa coltellate, gli indizi conducono tutti su Giovanni ma Montalbano, che si trova ancora una volta ad aver a che fare con la politica , scopre grazie all’aiuto di Fazio, Augello e Catarella che la ragazza uccisa aveva una relazione con Michele Strangio, padre di Giovanni, ed era rimasta incinta, il Presidente della Provincia, così, mangiato dai sensi di colpa decide di suicidarsi per evitare di affrontare la gogna mediatica.

Ma rimane ancora un caso da risolvere per Montalbano, scoprire chi ha ucciso il povero Nicotra. Salvo decide così, con l’aiuto di un collega dell’antiterrorismo, di mettere alle strette l’avvocato Mongibello: con un metodo non proprio legale, si finge un ricattatore anonimo ma quando l’onorevole si presenta con una valigia di soldi falsi per pagare il riscatto, viene ucciso dai Cuffaro ancora prima che la squadra antiterrorismo riesca ad arrestarlo. Montalbano ormai non ha più nulla tra le mani per poter incastrare i Cuffaro, solo una certezza: quella che prima o poi ci riuscirà.

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