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Il direttore Mazza attacca Beppe Grillo

"Cosa accadrebbe se un brutto mattino qualcuno, ascoltati quegli insulti, quelle male parole, contro Tizio e contro Caio, premesse il grilletto all'improvviso?".
L'editoriale del direttore del Tg2 Mauro Mazza nell'edizione delle 13 ha solo parole di condanna per Beppe Grillo, il personaggio del momento.

"Va avanti a colpi di insulti, di accuse pesantissime, di male parole. È il fenomeno Beppe Grillo - dice Mazza - non a caso nato con un colossale 'vaffa' indirizzato a più destinatari. Molti hanno parlato di neoqualunquismo forse anche per provare a esorcizzare il pericolo".

Il direttore del Tg2, poi, lancia un nuovo attacco: "Una volta in Italia c'erano i cosiddetti cattivi maestri che additavano come nemico un commissario di polizia, un giornalista, un magistrato e accadeva purtroppo che qualcuno, pazzo o meno, premesse il grilletto e qualche volta uccidesse. Oggi non abbiamo più per fortuna nè maestri cattivi nè buoni, abbiamo qualche apprendista stregone, evidentemente. La storia si dice una volta tragica, quando concede repliche diventa una farsa. Ma cosa accadrebbe se ci fosse un percorso inverso: dalla farsa alla tragedia?".

L'editoriale di Mazza è solo l'ultima di una serie molto cospicua di accuse e richiami all'ordine intimati al comico genovese.
Anche l'ex presidente della repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, è intervenuto per bacchettare Grillo: "La politica si deve fare soprattutto nell'alveo delle istituzioni", ha detto.

Un altro, roboante altolà a Grillo arriva da Gabriella Salvini Porro, presidente della federazione Alzheimer Italia, e Daniele Mei, neurologo.
I medici, riferendosi alla battuta di Grillo che aveva affibbiato il soprannome Prodi-Alzheimer al presidente del consiglio, commentano seccati: "Purtroppo questa non è una malattia da ridere. La battuta del comico è stata una mancanza totale di rispetto che oltretutto arriva alla vigilia della Giornata mondiale Alzheimer (il 21 settembre ndr). Ormai si usa questo termine in senso dispregiativo, come prima si usava demente. Già i malati e le famiglie sono disperate, inoltre sentono usare così questa parola...".

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