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Il Dono emoziona con garbo e con un linguaggio "innovativo". L’umanità di Perego e Liorni a servizio del racconto

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Garbo, tatto, emozioni così si potrebbe riassumere il debutto de Il Dono, il nuovo programma del sabato sera di Rai1. Non è, come si temeva alla vigilia, la copia di Così lontani così vicini anche se ne condivide l’idea moderna degli emotainment, l’assenza dello studio e la maggiore cura del prodotto. Lo stile narrativo è quasi atipico, a tratti cinematografico, riuscendo però a non sembrare finto e a far filtrare il realismo delle storie.

La diversità dei racconti permette di evitare l’effetto “replica” e l’ottimo lavoro di scrittura si aggiunge ad una coppia di conduttori che sul campo funziona. La Perego si conferma dopo la buona performance in Così lontani così vicini anzi sembra ancora più adatta, asciutta e umana davanti alle lacrime di Rosaria che legge la lettera dell’ex fidanzato. La sua storia viene raccontata dalla conduttrice con la giusta normalità e con il coinvolgimento necessario, Carmine l’ha mollata perché gay senza mai averglielo rivelato e l’incontro mostra il disagio ma anche l’affetto comprensivo della coppia.

Paola Perego ad Excite.it: "Così lontani così vicini percorso umano, mi piacerebbe fare un programma per ragazzi

Per Liorni è un debutto ma quasi non sembra, la naturalezza del suo successo rende scontata la promozione perché lo stile resta quello di sempre, un passo indietro ma con umanità. I conduttori sono a servizio del racconto (non si vedono pietismo e forzature) non piangono o si commuovono, non servono le loro lacrime perché il messaggio passa e permette comunque di porre il giusto “limite” tra le parti.

Il montaggio, i colori, i silenzi e le musiche fanno il resto in un concentrato di emozioni. Non c’è il buonismo e nemmeno il lieto fine forzato, Sabina mette i figli prima del marito e chiede a quest’ultimo di riconquistare prima loro. Colpisce al cuore la storia di Lucia, la mamma di Sara, una bambina che a 10 anni ha avuto un trapianto di rene. La donna riesce a ritrovare la mamma del donatore in un abbraccio commovente e che non richiede commenti.

Per Il Dono si può dire buona la prima anche grazie ad un timing che non supera i centoventi minuti alleggeriti ulteriormente dal buon ritmo. Alla prima il programma di Magnolia non è sembrato affetto dalla sindrome di C’è posta per te, certo sono tutti figli di Maria De Filippi che a sua volta è in qualche modo figlia di Raffaella Carrà e di Carramba. Tutto ritorna, la differenza è nella forma. Il Dono porta a casa una giusta promozione, ora il responso definitivo spetterà all’Auditel.

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