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Il Festival vola (non solo negli ascolti) con Bosso e Ramazzotti

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“Dopo i grandi ascolti scompariranno le critiche e inizieranno gli elogi” ho pensato e scritto ieri dopo aver visto i dati auditel. Siamo sinceri la prima aveva deluso, oggi invece gli elogi devo farli anch’io. Non perché mi lascio condizionare dai numeri (chi mi legge solitamente lo sa) per molti aspetti clamorosi ma semplicemente perché sembrava un altro Festival. E con la stessa onestà di ieri bisogna dirlo. Il successo porta la doppia firma Conti-Leone (ieri quasi al 50% di share) e fa respirare l’azienda in una fase di transizione. Non è innovativo ma un Sanremo tradizionale, poco evento ma comunque un rito che gli italiani non abbandonano.

L’intera squadra rifiata e si rilassa, Conti in primis che aveva sulle spalle un peso enorme si lascia andare un po’ di più e si “umanizza”a fianco di Eros Ramazzotti con il rispettivo saluto alle mogli. Fila meglio con ritmo e “ciccia”. La Fracci della Raffaele è un capolavoro, una novità di gran lunga più convincente dell’imitazione di Sabrina Ferilli. Frassica, a differenza dei colleghi del giorno prima, fa ridere con il “nonsense” e dimostra il suo spessore anche quando cambia registro. Carlo, se vuoi fare un colpaccio portalo nel cast fisso il prossimo anno. Si vola alti con Ezio Bosso, quasi ci si commuove e tutti in sala stampa intonano le canzoni di Ramazzotti. Dubbi invece su Garko e Ghenea ancora nel ruolo di Barbie e Ken ma leggermente meglio. La Kidman, non proprio irraggiungibile negli ultimi anni (vedi Agon Channel), è la star del cinema che dietro lauto cachet dice una frase in italiano e tutti giù a menarsela.

Sanremo a lume di Candela, i retroscena del Festival

Se alla prima gli ascolti sembravano eccessivi rispetto al prodotto, il boom di ieri sembra quasi giustificato. Questa sera tocca alle cover ed è tutto in discesa, si può tirare un sospiro di sollievo. Cosa succede dietro le quinte? Non si capisce ancora chi possa arrivare sul podio, la strada non è ancora segnata. In sala stampa c’è un pizzico di snobismo dei colleghi delle due prime file verso “voi del web”. Fuori dal coro Marinella Venegoni, controcorrente e irresistibile nei racconti. Una cantante del Festival è in dolce attesa e tutti si chiedono chi sia (Noemi o Annalisa?).

Ieri, tra le altre cose, sono stato ospite de La Vita in diretta da Villa Ormand. E’ giusto che un giornalista vada in televisione se fa il critico? Tutto è relativo, mi piace sporcarmi le mani e sono convinto che non sia importante cosa fai ma come lo fai. Ho detto quello che pensavo in assoluta libertà, questo va riconosciuto al programma di Rai1. In questi giorni ho visto molti colleghi nei vari programmi e noto con piacere l’apertura verso questo mondo. Mi era capitato di ricevere inviti che avevo rifiutato e di essere bloccato in altre occasioni per vendette trasversali che non mi hanno sinceramente sfiorato. Ovviamente liberi tutti di “massacrarmi”, non vi faccio chiamare da avvocati o vi scrivo in privato per insultarvi. Promesso.

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