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Italia's Got Talent: vince Simone Al Ani, Simon Cowell fa un gaffe

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Si è conclusa la nuova super-edizione di Italia's Got Talent: questa edizione 2015 - la prima in assoluto prodotta da Sky - ha visto trionfare Simone Al Ani: un illusionista che ha stregato il pubblico con sfere e cerchi e le sue abilità manuali. Secondi classificati i piccoli breaker gli Straduri Killa. Al terzo posto il duo canoro Shark and Groove.

Nulla di fatto per Cisky (diventato un vero e proprio fenomeno del web grazie alla sua audizione) e per Toni Bonji (acclamatissimo comico di origini pugliesi).

Grandi ospiti si sono alternati durante quest'ultimo appuntamento. Nel segmento "Italia's Got Veramente Talent?", sono saliti sul palco tre chef per promuovere tre ulteriori programmi tv: Alessandro Borghese ha ricordato il settimanale appuntamento con Junior Masterchef Italia 2 (ogni mercoledì su Sky Uno); Carlo Cracco ha presentato la seconda edizione di Hell's Kitchen Italia (in onda da giovedì prossimo su Sky Uno); Antonino Cannavacciuolo ha, invece, introdotto al pubblico la nuova edizione di Cucine da Incubo Italia (in onda da martedì prossimo su FoxLife). A metà trasmissione, c'è stato persino il tempo di introdurre al pubblico di Sky Uno la nuova giuria di X Factor 9 assieme ad Alessandro Cattelan.

Ospite di puntata anche il papà del format, alias Simon Cowell, che ha rivelato il nome del vincitore assoluto... commettendo una grossolana gaffe. Salito sul palco, l'uomo ha annunciato che "il vincitore di X Factor Italia è...", confondendo i tue talent di sua invenzione. Per fortuna l'intraprendente Vanessa Incontrada ha corretto al volo l'annuncio con la scusa di tradurlo in italiano.

Settimana prossima andrà in scena anche la finale di Si Può Fare!

Cosa abbiamo compreso da questa edizione di Italia's Got Talent? Abbiamo capito che uno show può splendere di nuova luce quando si allontana dalla logica opprimente degli ascolti, ampiamente nutrita ogni giorno dalla tv generalista. Italia's Got Talent - edizione Sky ha maturato un vero e proprio respiro internazionale: sia nel confezionamento (editing e riprese) ma anche nelle location, nella scelta di voler proporre una giuria particolareggiata e soprattutto di non mandare in onda decide e decide di concorrenti trash (petomani, gente che non sa parlare italiano, vecchietti da deridere, ecc.). Al contrario, la produzione Sky è riuscita a portare in ogni puntata delle Audizioni piccole perle rare di talento, di cui quasi tutte realmente Made in Italy. Complimenti a Freemantle e alla Tv di Murdoch per esser riusciti a salvare un format che annata dopo annata stava per morire agonizzando.

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