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Iva Pay tv: è ancora scontro

Sky continua la sua battaglia contro l’innalzamento dell’Iva dal 10% al 20% sulle pay tv. La principale società danneggiata ha mandato in onda un nuovo spot, poi ha sbugiardato le affermazioni del Governo Berlusconi.

Il testo dello spot, che potete vedere qua sotto, elenca tutti i prodotti con IVA agevolata e dice: "Molti prodotti in Italia godono del’IVA agevolata al 10%, tra cui uova di struzzo, francobolli da collezione e tabacchi. Inoltre tutti i prodotti editoriali su carta stampata e il canone RAI godono di un’aliquota ancor più bassa, del 4%. In Italia l’IVA agevolata al 10% per i servizi televisivi è stata introdotta nel 1995 dal Governo Dini, ben otto anni prima che nascesse SKY. Se credete che la decisione di raddoppiare l’iva sul vostro abbonamento Sky sia sbagliata scrivete una mail a portavoce@tesoro.it"

L’emittente satellitare, a fine giornata, ha rilasciato la seguente nota: "La Commissione Europea non ha mai richiesto di applicare l'aliquota al 20% e ha confermato nel maggio scorso che i servizi televisivi, e a maggior ragione la televisione digitale, sono ammessi al regime Iva agevolato. Non risulta che il governo precedente abbia mai preso alcun impegno con la Commissione Europea per aumentare l'aliquota Iva".

A fianco di Sky si schiera anche il Foglio con il suo editoriale: "Portare via per decreto circa due terzi degli utili a un editore televisivo che investe, dà lavoro e ha certamente innovato nell'offerta di prodotto, con massimo beneficio di utenti e consumatori di tv, é qualcosa di molto simile a quanto per anni i dirigisti di ogni colore hanno cercato di infliggere, come punizione divina, alle tv del Cavaliere".

E’ contraria al provvedimento anche l’Associazione Produttori Televisivi: "L'inasprimento della pressione fiscale sugli abbonamenti delle pay-tv rischia infatti di rappresentare un ulteriore ostacolo all'affermazione in Italia di un mercato televisivo pluralistico, multipiattaforma e realmente aperto alla concorrenza".

L’Adiconsum, infine, propone di imporre l’IVA al 10% per tutte le pay tv, percentuale che hanno il cinema, il teatro, gli eventi sportivi e culturali. Perché l’Iva dovrebbe essere del 20% quando si parla di eventi sportivi o culturali quando vengono trasmessi da una pay tv?

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