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La deriva di Mika: quando successo fa rima con eccesso

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Non si vedeva un crollo così vertiginoso dai tempi delle azioni Parmalat. Lo diciamo subito, senza girarci troppo intorno. Siamo già in overdose da Mika e il passo successivo sarà l’odio incondizionato verso la sua faccia dannatamente deliziosa, il suo modo buffo di parlare e il suo modo di fare caricaturalmente irrisestibile. Magari non è ancora arrivato il vostro momento ma noi siamo pronti ad anticipare i tempi. Tra qualche settimana vi verrà un attacco di psoriasi solo a sentire le prime note di una qualsiasi canzone di Mika e se non ci credete tornate su questo pezzo quando vi sentirete pronti. Annuirete. Senza se e senza ma.

Le Invasioni Barbariche: duetto tra Mika e Dario Fo

Si è vero. Abbiamo ancora nelle orecchie il suo italiano perfetto (“ma questo tipo ci ama e pensare che Garrison è in Italia da mezzo secolo e parla ancora come Biscardi, che invece in Italia ci è nato”), le sue gag divertenti (“Ma quanto è simpatico, ti prego Mika aggiungimi su Facebook!”), le sue risate davanti al cognome della povera Roberta Pompa (“Mika ti prego diventiamo amici e passiamo insieme tutti i venerdì sera da qui alla morte, spero prima la mia che la tua”). Ma poi arriva un momento in cui tutto cambia. In cui la parola “choosare”, pronunciata una sola altra volta, potrebbe condurci dritti a un attacco di panico.

Sarà forse colpa della pubblicità di un noto brand di telefonia in cui Mika recita come Manuela Arcuri in Pupetta Maresca? Sarà per quel suo perenne sguardo sorpreso - degno di un aborigeno che vede per la prima volta l’oceano - che oggi sembra così finto? Sarà forse per colpa di un'altra pubblicità, di un altro gestore telefonico (ma sta cosa è legale?) dove recita con Raoul Bova e incassa migliaia di euro a sillaba? Non lo sappiamo. Di certo c’è che la Bignardi va in iperventilazione alle Invasioni Barbariche e lo annuncia ogni 13 minuti come se in studio fosse atteso un Nobel, Dario Fo – che Nobel lo è davvero – si comporta con lui come una zia davanti al nipote neonato e perde così ogni dignità, i critici lo elogiano per quelle canzoni di ragazze un po’ troppo in carne a cui lui dice “sei bellissima”. Canzoni che fino a qualche anno fa, in Italia, raramente raggiungevano la Top Ten e che oggi sono salutate coi dischi di platino.

Ecco, il problema sta proprio qui. Se pubblichi un Greatest Hits nel momento esatto in cui il tuo artistico deretano si poggia sulla sedia di X Factor, sei furbo. Se dichiari che X Factor Italia è unico e hai accettato di farlo per questo ma poi voli a Parigi a fare il giudice di The Voice, sei incoerente. Se dici di essere timido ad ogni intervista e poi canti con un cappello di paillettes e sopra a un cubo ad ogni concerto, qualcosa non quadra. E infine, se ammetti che la tv ti sta stretta perché sogni di fare il regista e l’artista concettuale e poi fai due pubblicità, due reality e ti intervista perfino Peppa Pig allora è ufficiale: sei antipatico.

Noi ti amavamo, ci avevi conquistato, eravamo pronti a sussurrare in un falsetto in playback le note di “Relax, take it easy” ma Mika, da quando abbiamo paura di trovarti anche dentro la lavastoviglie, la nostra storia è finita. E il peggio deve ancora arrivare: il duetto con Morgan nel suo nuovo album. Lo sappiamo già, quello sarà l’ultimo chiodo della bara. Ma d’altronde, questa, è una storia vecchia. Pensate a Chiara Galiazzo, un’altra naif in salsa X Factor. Esempio lampante di come si può passare da personaggio divertente a maledizione Masai in pochi e semplici passi, 15 pubblicità del telefonino e un ritornello che ci ha fatto sanguinare le orecchie. Si, Mika, secondo me ce l’hai l’X Factor. Una bella X. Sulla tua faccia.

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