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La Rai compie 60 anni: da Mike alla Domenica Sportiva. Ecco cosa andava in onda nel 1954 e cosa è cambiato

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di Simone Rausi

60 anni e non sentirli. Mamma Rai, che anagraficamente parlando potrebbe essere già nonna, spegne sessanta candeline e festeggia il suo compleanno con una giornata di programmazione speciale (Techetè docet). Il 3 Gennaio del 1954 la giornalista Fulvia Colombo, di fatto la prima Signorina Buonasera della storia, dava l’inizio alle danze con questa frase: «La Rai, Radio televisione italiana, inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive». Era il “Programma Nazionale”, quello che solo 29 anni dopo si sarebbe chiamato Raiuno. Una storia, quello del servizio pubblico televisivo, che si interseca con quella del nostro Paese. Il telegiornale infatti, con i primi racconti del quotidiano, è uno dei primi “prodotti” ad andare in onda. Ma quali furono gli altri programmi ad affacciarsi sullo schermo in quel giorno? Cominciamo questo viaggio, vedrete, ci porterà meno lontano di quanto pensiate.

Nonostante sia passato ben oltre il mezzo secolo, certi volti di quella Rai li ricordiamo ancora molto bene e certi programmi, addirittura, continuano ad andare in onda. La prima trasmissione in assoluto fu “Arrivi e Partenze”, un antesignano del rotocalco con interviste a personaggi di vario genere in transito all’aeroporto di Ciampino. A condurre, insieme ad Armando Pizzo, anche un sempre presente Mike Bongiorno, un uomo che, ancora oggi, sembra far parte della tv, e non solo storicamente parlando. In onda, sempre quel giorno, anche una commedia di Goldoni recitata in presa diretta, il telegiornale di cui sopra, una rubrica sull’arte e La Domenica Sportiva .

Il programma sportivo della Rai è infatti la trasmissione più longeva della storia. In quel 3 Gennaio di sessant’anni fa si cominciò con le primissime immagini di Inter-Palermo. Ma la Domenica Sportiva si struttura come vero e proprio programma solo nel 1965, con l’arrivo alla conduzione di Enzo Tortora. Ma i sessant’anni della Rai non possono non essere ricordati senza citare Antonello Falqui, un vero gigante della regia di intrattenimento. Fu lui a “dirigere” Arrivi e Partenze e a portare l’allegria dei sabato sera con Mina, le Kessler, Milva, Don Lurio. Dalla Rai sono passati praticamente tutti: Pippo Baudo, Raffaella Carrà, Minoli, Goggi, Daniele Piombi, Piero Angela, Luciano Rispoli, Maurizio Costanzo fino ai “nostri” Carlo Conti, Antonella Clerici, Paolo Bonolis, Simona Ventura, Fabio Fazio, Milly Carlucci, Santoro, Chiambretti, Cuccarini, Venier, Magalli, Frizzi, Vespa.

Il direttorissimo Tarantola e Gubitosi firmano un comunicato congiunto di auguri: “Il 3 gennaio di sessant'anni fa iniziavano le trasmissioni televisive della Rai. Da allora è stato percorso un lungo cammino fatto di impegno, professionalità e creatività. Nelle case degli italiani sono entrate notizie da ogni parte del mondo, musica, teatro, varietà. E' stato costruito un patrimonio di storia, di tradizione, riconosciuto anche a livello internazionale. La Rai è diventata un punto di riferimento per gli italiani”. Ma oggi, 14 canali Rai dopo, il servizio pubblico, quello dei talent e dei talk show al vetriolo, ha forse perso quella funzione ludica, educativa, quasi pedagogica di un tempo? “Assolutamente no” secondo quanto affermato dal direttore Leone, intervenuto quest’oggi in uno speciale di Uno Mattina. Il bouquet del digitale terrestre offre uno spaccato abbastanza vasto e tra le lezioni di geometria analitica trasmesse nel cuore della notte da Rai Nettuno e la Oxa che si rompe a Ballando con le Stelle, c’è tutto un mondo in mezzo. Auguri!

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