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La Vita in diretta, Alda D'Eusanio contro Max Tresoldi: "Quella non è vita". Di Mare e la Rai si scusano

  • Corriere.it

di Giuseppe Candela

Non c’è pace per La Vita in diretta, gli ascolti sono insoddisfacenti e la qualità tanto annunciata non si vede. Il quotidiano Avvenire ha segnalato qualche giorno fa quanto avvenuto nella parte finale del programma condotto da Franco Di Mare e Paola Perego. In particolare il contenitore pomeridiano ha raccontato la storia di Max Tresoldi che nel 2001 dopo dieci anni di stato vegetativo si è risvegliato dopo la terapia chiamata “effetto mamma”. In studio, dopo aver raccontato la storia attraverso un servizio, arriva il commento sconvolgente e irrispettoso di Alda D’Eusanio: “Rivolgo un appello pubblico a mia madre, se dovesse accadermi quel che è accaduto a Max, non fare come sua mamma! Quella non è vita. Tornare in vita senza poter più essere libero, indipendente e soffrire, e avere quello sguardo vuoto, mi dispiace, no!”.

Il gelo in studio, tutti contraddicono la D’Eusanio e Di Mare prende le distanze ma lei insiste “quando Dio chiama, l’uomo deve andare!”. Trattandosi di un comportamento comunque offensivo nei confronti di chi sta raccontando una storia difficile i conduttori al ritorno in studio precisano: "Noi non condiviamo. Alda D’Eusanio è responsabile di quanto ha detto lei. Siamo vicini alla famiglia di Max.” La mamma di Max è ovviamente arrabbiata e aggiunge: “Voglio dire a quella signora che io non ho riportato in vita mio figlio, mio figlio è sempre stato in vita. E la sua vita è bella così com’è.

La donna non è soddisfatta e pretende le scuse del direttore di Rai1 Giancarlo Leone e in qualche modo l’azienda si scusa. Questa mattina il quotidiano intervista Franco Di Mare che spiega: “La D’Eusanio era stata invitata come una persona che aveva alle spalle una breve esperienza di coma. Se fossimo riusciti a mantenerla entro il suo ruolo, la sua presenza avrebbe avuto un senso.” Il conduttore poi aggiunge: “Io rispetto sempre l’opinione di tutti e, come conduttore televisivo, sono tenuto alla terzietà, a essere equidistante. Ma un conto è fare una discussione sulle idee, altro è avere di fronte un uomo felice, che certamente non va a giocare a calcio ma alle partite si, e dirgli più o meno tu per me sei un mostro, la tua vita non è degna come la mia. Questo è insultare. A quel punto ho deciso in corsa, sotto mia responsabilità, di tagliare l’appello finale per la ricerca sul cancro e invece dare a Ezia Tresoldi dieci secondi di replica. Era il minimo!”

Sempre l’Avvenire riporta una lettera di Fabrizio Casinelli, responsabile Rai per le relazioni con i media: La Rai si dissocia dalle dichiarazioni e dai commenti che la giornalista Alda D’Eusanio ha indirizzato, nel corso della trasmissione La Vita in diretta, a Max Tresoldi, la cui storia ha commosso milioni di telespettatori. La Rai esprime solidarietà e comprensione alla famiglia, apprezzandone i valori e i sacrifici fatti per consentire al giovane Max di continuare a vivere nella convinzione che la vita è “bella così come è” e che merita di essere vissuta pienamente. La presidente e il direttore generale hanno rinnovato l’invito ai direttori di reti e testate a prestare la massima attenzione sui temi che coinvolgono le coscienze e a usare comunque sempre un linguaggio il linguaggio del servizio pubblico.” Certe domande restano: perché non era presente in studio una neurologa? Come vengono scelti gli opinionisti? Dov’è la tanta annunciata qualità?

D'Eusanio all'uomo che si è svegliato dal coma: "Quella non è vita"