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Lavoro nero in Parlamento

Il lavoro nero è ben radicato anche fra le aule del Parlamento.
Secondo una inchiesta portata avanti da "Le Iene", sono 683 gli assistenti degli onorevoli (il 92% del totale) che vengono pagati senza alcun contratto, a prezzi molto bassi, con orari di lavoro massacranti e reperibilità di 24 ore.
Solo 54 su 683 hanno un contratto secondo le regole.

"Le Iene" sono riuscite ad entrare in possesso di documenti che testimoniano come funziona il lavoro dell'esercito di persone che aiuta gli onorevoli. In essi sono contenute informazioni scandalose: gli assistenti non hanno mai firmato un contratto e stando vicini al potere ma non potendo beneficiarne, si sentono spesso e volentieri schiavizzati, come hanno testimoniato alcuni di loro, con il volto oscurato, ai microfoni delle Iene.

Le loro giornate lavorative variano da otto a dieci ore al giorno, con disponibilità praticamente di 24 ore. Una vita che per alcuni va avanti così anche da dieci anni, per ottocento euro al mese, nella speranza che un giorno qualcosa possa cambiare.

L'inchiesta è partita da una dichiarazione rilasciata diverso tempo fa da Pierferdinando Casini che, da presidente della Camera, aveva spiegato, in seguito a un servizio delle Iene, la procedura per dare il badge agli assistenti.

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