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Lele Mora ammette il tradimento di Manuela Arcuri e Simona Ventura

Lele Mora è un po’ il Grande Fratello di molti vip, è grazie a lui che semplici comparse diventano le star dei rotocalchi e a Domenica 5 ha confessato i suoi errori ma anche i personaggi famosi diventati tali grazie a lui e che gli hanno voltato le spalle.

Infatti ha affermato: 'E' vero che ho esagerato, ma ho anche fatto del bene a tante persone. Ad alcuni ho dato tanto: a Simona Ventura, per esempio, ho dato la vita, ho dato più a lei che a tutti gli altri artisti della mia agenzia, e poi mi sento dire da lei che in Rai, come se fosse sua, non fa entrare nessuno dei miei artisti; questo è un grande tradimento'.

'Un'altra, che, poverina, non è una grande artista, ma che quando stava con me ha guadagnato tanti soldi, è Ana Laura Ribas, che oggi si è fidanzata con l'uomo a livello comunicativo più importante, che lavora da Santoro, ma non voglio fare il nome; è vissuta a casa mia, l'ho mantenuta, l'ho portata in vacanza... questa è gente che mi ha fatto male perché sono persone che ho aiutato a vivere'.

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'Manuela Arcuri ha dichiarato che da quando è venuta nella mia agenzia le cose le sono andate male, ma io le rispondo che lei da me ha avuto tanto aiuto e le ho fatto guadagnare tanti soldi. Lei dice di non avere scheletri nell'armadio, ma io dico che ha più di uno scheletro, perché lei ha vissuto anche a casa mia in Sardegna ed io ho gli occhi per vedere, ma non parlo'.

'Negli anni '70 ho aperto il primo bar per gay in Italia; e l'ho aperto vicino ad una caserma. Nel mio bar ci veniva gente bella perché avevo messo il mio bar su tutte le guide gay internazionali e, infatti, arrivava di tutto e di più. Mi inventavo sempre qualcosa, e quando qualche mio amico gay si innamorava, il sabato facevo un grande festa, travestivo da prete una mia amica, che faceva di lavoro la travestita, e li facevo sposare; praticamente organizzavo matrimoni gay finti. Quando Fellini venne a casa mia mi disse: 'Sono nel mondo che volevo!' .

Parla anche della cocaina per cui nel 1989 è stato 3 mesi in carcere per l'inchiesta 'La cocaina dei vip': 'Io non c'entravo niente, erano coinvolte molte persone che frequentavano casa mia, ma l'unica persona che ha pagato sono stato io. La cosa che mi ha fatto più male è che mio padre si vergognava e mi ricordo che la prima volta che è venuto a trovarmi in carcere si è sentito male'.

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