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L'isola dei ragazzini: in America arriva Kid Nation ed è polemica

Ecco, ci siamo arrivati, anche l'ultimo tabù è stato rotto: arriva il reality con i bambini, accompagnato da inevitabili e immaginabili polemiche.
Ieri l'America ha potuto sintonizzarsi sulla prima puntata di "Kid Nation", in cui 40 bambini di età compresa fra 8 e 15 anni vengono lasciati da soli per 40 giorni in una città fantasma nel Nuovo Messico. Dovranno organizzarsi per "sopravvivere" (cucinare, pulire, ricreare un ambiente vivibile nel villaggio abbandonato...) e infine formare una micro società, divisa in classi proprio come quella degli adulti. "Riusciranno i bambini dove gli adulti hanno fallito?" Recita il trailer mandato in onda dalla CBS.

I bambini non potranno avere contatti di nessun genere con parenti e genitori (i quali pare abbiano firmato un contratto di 22 pagine scaricando la CBS di qualsiasi responsabilità per qualsiasi cosa potesse accadere durante le riprese) ma andarsene sarà facile: basterà dirlo. Il tutto ricorda - è inevitabile e probabilmente voluto - "Il signore delle mosche" ma a sentire chi ha potuto guardare il primo episodio in realtà il tutto, lungi dall'essere terrificante come il romanzo, risulta un noioso, irritante cacofonico psicodramma. In effetti, come giustamente si legge su una critica, il punto dei reality è potersi divertire di fronte alle performance, spesso ridicole e grottesche, dei partecipanti. Ma come ci si può divertire di fronte a dei bambini gettati in pasto a milioni di spettatori, che dicono delle cose di cui probabilmente si pentiranno e che vengono trasformati in aridi stereotipi, prevedibili macchiette che in nessun modo rappresentano il reale comportamento di bambini venutisi veramente a trovare in una situazione del genere?

Sulla CBS è piovuta una pioggia di accuse, fra cui quella di sfruttamento del lavoro minorile (nel Nuovo Messico le leggi a riguardo sono più leggere, e questo è il vero motivo, si insinua, per il quale il reality è stato girato là). Sicuramente durante le riprese si sono verificati numerosi incidenti e sicuramente i bambini sono stati continuamente ripresi per 14 ore al giorno, cosa che avrebbe snervato anche gli adulti più smaliziati. Che dire...è sperabile che la nostrana fame di novità televisive non spinga qualche sollecito autore a importare il format anche in Italia.

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