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Lo spot "tarocco" del caffè con il sosia di George Clooney

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di Simone Rausi

Se i cinesi sono i migliori nel taroccare borse, scarpe e cinture di grandi marchi, in Israele sanno come si riproduce una copia fedele ma non originale di uno spot televisivo. Se non ci fossero i suoni assai diversi della lingua, si potrebbe – ad uno sguardo poco attento – perfino confondere l’originale dalla copia. Parliamo della pubblicità della Espresso Club e del suo George Clooney dei poveri

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Lo spot che sta girando le televisioni d’Israle (ma che adesso, grazie alla polemica che ne è scaturita, è divenuto molto popolare anche sul web), vede un finto George Clooney cimentarsi in una gag in pieno stile Nespresso. Il Clooney di Tel Aviv – esattamente come quello di Hollywood – si atteggia a gran figo grazie a quell’aura da divo che lo pervade salvo poi fare la figura dell’idiota o venir fregato (nelle pubblicità di casa nostra a George hanno fregato le scarpe, rifilato bidoni, fatto delle finte avances). Ecco, in questi spot invece, al sosia portano via la macchina oppure tutto si concentra sulla figuraccia di parlare con un tassista inesistente. Ecco, anche in questo caso si tratta di una serie di spot (proprio come avvenuto con la Nespresso) dove tutto è un continuo richiamo, perfino la musica. Eccone alcuni…

Ai piani alti di Nespresso, la notizia non è piaciuta molto. Un pool di avvocati è stato sguinzagliato in direzione Gerusalemme per far causa alla Espresso Club. Con l’accusa di aver fatto un “uso parassitario della peggior specie abusando della forte reputazione del brand”, Nespresso ha chiesto la rimozione di tutti gli spot e un lauto risarcimento. Il giudice ha dichiarato che l'immagine di Clooney non è protetta dalla legge sulla proprietà intellettuale e non appartiene comunque alla Nespresso (infatti presta il volto ad altre pubblicità). La Corte distrettuale di Tel Aviv ha quindi respinto la richiesta di un ordine restrittivo contro gli spot. Gli avvocati della Espresso Club si sono infatti difesi affermando che “Espresso Club punta a una clientela diversa, che cerca di risparmiare, diversa dal target di alto rango a cui punterebbe Nespresso”. La Espresso Club, però, ha dovuto far apparire la scritta “Non è George Clooney” in ogni spot.

Il potere del testimonial è fondamentale nella definizione di un marchio. La star giusta può permettere all’azienda di decollare, di avvicinarsi a un nuovo target di consumatori, di far associare al brand una serie di valori nuovi che fino a poco tempo prima erano parecchio distanti. Il testimonial che funziona può diventare una risorsa indimenticabile capace di fare la storia di un’azienda. Vi ricordate la Cuccarini e le “sue” cucine? Ecco perchè tanto livore...

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