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Lorenza Lei vieta i social network in Rai

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Davvero un tipo anticonformista, Lorenza Lei, non c'è che dire. Perché in un'epoca in cui i social network appaiono sempre più nettamente come mezzi di comunicazione efficaci e in grado di raggiungere tutti, lei li vieta. Ma andiamo con ordine. L'attuale direttore generale della Rai è protagonista - direttamente e indirettamente - di un vortice di tensioni. Nell'ambito della delicata questione delle nomine Rai, il premier Mario Monti ha espresso la volontà di sostituire Lorenza Lei con Luigi Gubitosi (Maria Tarantola, invece, dovrebbe subentrare a Paolo Garimberti alla presidenza). Ieri c'è stato un incontro "chiarificatore" fra Monti e la Lei, ma in ogni caso l'incarico sembra ormai agli sgoccioli.

E allora cosa fa lei? Dirama una comunicazione interna (datata 8 giugno) in cui sottolinea che "negli ultimi tempi si è verificato un numero sempre crescente di casi in cui sono state rilasciate, con diverse modalità, da parte di dipendenti e collaboratori dell'Azienda, dichiarazioni improprie agli organi di informazione". Poi l'affondo: "Alla luce dell'evoluzione tecnologica e produttiva dei mezzi e sistemi di comunicazione, quanto stabilito con riferimento alle dichiarazioni agli organi di informazione, deve intendersi riferito anche alle dichiarazioni rilasciate su siti internet, blog, social network e similari". Infine, il monito: poiché in Rai i rapporti con gli altri media "sono riservati esclusivamente alle aree funzionali e alle responsabilità aziendali a ciò deputate", i singoli esponenti aziendali o collaboratori non possono più fornire alcun tipo di notizia se non dietro espressa autorizzazione da parte delle strutture preposte. Ed è meglio non alzare la testa, perché "non verranno tollerati comportamenti in contrasto con la richiamata normativa aziendale".

Insomma, guai a scrivere qualcosa su facebook e su twitter. E proprio da twitter, guarda un po', è partita la protesta: Beppe Giulietti punta il dito contro "l'ultimo editto a Viale Mazzini", mentre il segretario dell'Usigrai Carlo Verna calca la mano affermando che "sul web la Rai è all'anno zero. Riesce a occuparsene solo per affermare l'ovvio. È ovvio che il dipendente è tenuto a obblighi di lealtà nei confronti dell'azienda, qualunque sia il mezzo utilizzato. Altrettanto ovviamente non tollereremo limitazioni della libertà di espressione". Poi arriva il cinguettio dell'ex consigliere Rai Nino Rizzo Nervo, che chiama esplicitamente in causa il direttore Intrattenimento Giancarlo Leone: "Adesso come farete? Vietare Tweet e Fb a chi lavora nella comunicazione è indice di ignoranza".

Lo stesso Leone a butta sull'ironia rivolgendosi ad Andrea Vianello, conduttore di Agorà: "Tv. Shhhhh! andreavianel ci sei? ci vede nessuno?"; il suo interlocutore rilancia con un "mmphmpffhhmhsmmf #nonriescoaparlare". Visto il polverone, da Viale Mazzini è arrivata una precisazione: "La recente circolare interna riguardante le 'Dichiarazioni agli organi di informazione' ribadisce norme di comportamento in vigore da anni, è contestualizzata ai moderni mezzi di comunicazione e segue l'interpretazione data dal consiglio di amministrazione della Rai". Sarà. La sensazione, però, è che la frittata sia ormai fatta...

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