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Marco Liorni a Excite: "La Vita in diretta è in crescita e supererò le mille puntate. Con Cristina Parodi andiamo d’accordo"

  • Rai

di Giuseppe Candela

Un caffè caldo accompagna la lunga chiacchierata nel bar di Via Teulada. Marco Liorni interrompe la riunione di redazione, si racconta e non si sottrae. Jeans e golf, faccia da bravo ragazzo. Perbene ma non buonista, appassionato e professionale. Il suo presente La Vita in diretta, nel suo passato ben quaranta programmi.

Da bambino ti divertivi a costruire modellini di studi televisivi, il tuo sogno con il tempo si è realizzato. Cosa provi quando ripensi a questo lungo percorso?

“Prendevo un portafotografie, ritagliavo foto con gli animali che usavo come sfondo e c’era un soldatino che mettevo di fronte a una lampadina da comodino. Facevo sedere mia mamma e la nonna sul divano mentre io mimavo un programma. La mia è sempre stata una passione pura, quando marinavo la scuola a 15 anni andavo di nascosto a vedere gli studi delle tv locali. Puoi immaginare cosa provo oggi quando entro e si accende la luce rossa, una sensazione bellissima.”

E’ vero che per un periodo hai anche usato Marco Donati come nome d’arte?

“E’ vero, il proprietario della radio con cui collaboravo sosteneva che Liorni non si capiva e quindi scelse Donati. Durò poco e tornai al mio vero cognome.”

La gavetta nelle tv locali e la prima svolta con l’arrivo a Verissimo. Come ci sei arrivato?

“Lavoravo in una tv regionale dove conducevo programmi di cronaca nera ma anche di calcio. In quel periodo chiuse e Gregorio Paolini su un giornale annunciava l’arrivo di un nuovo programma che cercava volti provenienti anche dalle tv locali. Inviai delle cassette e mi chiamarono a Cologno Monzese, arrivai un’ora prima terrorizzato dagli imprevisti. Non so quanti voti e promesse ho fatto in quella lunga attesa (ride, ndr), per fortuna andò bene e mi presero.”

Il grande successo arriva come inviato del Grande Fratello, dopo sette anni saluti il reality. Cominciava a pesarti il ruolo?

“Non ho lasciato il Grande Fratello per il ruolo, oltre allo spazio del prime time conducevo il daytime e uno speciale domenicale. A un certo punto andavo con il pilota automatico e ripetermi è la cosa che mi fa più paura, non c’erano più stimoli e il programma aveva iniziato a cambiare.”

Dalla tua ultima puntata del Grande Fratello alla prima puntata di Estate in diretta passano quattro anni. Quel periodo è stato difficile?

“Quel periodo è stato figlio delle sette edizioni al Grande Fratello, mi hanno etichettato. Sia a Mediaset che in Rai associavano la mia immagine a quel programma. Amo il mio lavoro, per me è un sogno realizzato ma psicologicamente stavo bene perché ho sempre mantenuto un distacco tra la professione e la vita reale, non ho mai perso il contatto con il mio mondo. E' stato complicato per certi versi, ma in quegli anni ho fatto radio e proponevo format, non stavo mai fermo.”

La prova a Estate in diretta è superata e vieni promosso alla conduzione de La Vita in diretta. Hai preso il posto di un grande professionista come Lamberto Sposini che non era più presente per problemi di salute, hai avuto paura di non essere all’altezza?

“Erede di Lamberto Sposini solo nel ruolo, lui è un vero giornalista io sono più vicino all’infotainment. Era meglio non pensare che c'era un grande come Sposini perché mi avrebbe potuto paralizzare. Anche se non ho mai conosciuto Lamberto di persona in redazione molto mi riportava a lui, per seguire il solco o per fare qualcosa di diverso è comunque stato per me un punto di riferimento indiretto. Fossi stato un giornalista puro l’avrei vissuta diversamente, posso assicurarti che volti molto importanti non hanno voluto prendere il suo posto perché si trattava di una eredità pesante.”

Convinci e ottieni la riconferma ma nonostante il successo sia tu che Mara Venier dovete lasciare il programma. Lei ha parlato di epurazione, sembravi la vittima sacrificale ma hai scelto la strada del silenzio. Perché?

“Potevo fare casino e passare per la vittima ma non è il mio modo di fare. Sono una persona concreta che non ama le polemiche, la Rai voleva far prendere a Vita in diretta un’altra strada.”

E’ vero che proprio in quell’anno di stop dovevi cocondurre con Rita Dalla Chiesa il pomeriggio di La7?

“Sì è vero, c’era stata questa ipotesi che poi non si concretizzò.”

Torni a La Vita in diretta con Cristina Parodi, al primo anno recuperate due punti e al secondo battete per centocinquanta volte la D’Urso che cala di tre punti in un anno. Te lo aspettavi?

“Il quotidiano è una nave che si muove lenta, i risultati nel bene e nel male arrivano con il tempo. L’anno scorso è stato eccezionale dal punto di vista degli ascolti, chiunque sa leggere le curve sa che ottenere quei risultati e battere il competitor con i traini che ci sono è estremamente complicato anche per il valore della concorrenza. L’anno scorso abbiamo in parte raccolto i frutti dell’anno precedente, avevamo seminato molto con una proposta diversa al pomeriggio. Abbiamo aggiustato ancora di più il tiro con l’arrivo di autori che hanno portato aspetti più pop, siamo arrivati ad un successo clamoroso rispetto a quelle che erano le condizioni.”

Quest’anno invece l’inizio è stato più difficile, come mai?

“Il quotidiano è una brutta bestia perché devi affrontare la giornata e nello stesso tempo mettere dei semi di piantine che poi germogliano nel tempo. Sicuramente qualche errore è stato fatto e abbiamo inizialmente sofferto. Quando siamo tornati alla prima puntata abbiamo fatto il 12% di share, quello era il segnale chiaro di quale era il riposizionamento del pubblico in quel momento. E’ stato chiaro da subito che dovevamo riconquistare nuovamente una fetta di pubblico e partendo dal 12% adesso siamo al 16%.”

Pomeriggio 5 è in vantaggio ma siete in crescita e in sovrapposizione sostanzialmente vicini al competitor. Quanto hanno influito i bassi ascolti di Estate in diretta e il nuovo panel Auditel?

“Quest’anno alcuni programmi hanno ascolti molto diversi rispetto al passato, se questo dipenda dal nuovo panel Auditel o da altro non lo so. Per quanto riguarda Estate in diretta va detto che in quei mesi il pubblico è difficile e quest’anno ci sono state anche le Olimpiadi che hanno portato via un po’ di gente. Noi siamo ripartiti dal pubblico di Estate in diretta ma è colpa delle Olimpiadi e di altri fattori.”

Quando guardi Pomeriggio 5 cosa pensi?

“Non lo guardo perché siamo in contemporanea, penso che Barbara D’Urso e il suo gruppo di autori fanno un programma che prova ad ereditare il pubblico del Segreto e che quindi deve avere il sapore della soap. E’ un lavoro che centra il loro pubblico, noi abbiamo molti altri obiettivi e facciamo un programma più composito che ha molte anime. In più loro vengono dalla telenovela noi dal telegiornale e Torto o Ragione quindi un traino dal gusto diverso.”

Meglio avere il traino del Segreto o un’intervista in esclusiva di Francesco Totti?

“Bella domanda (ride, ndr). Sono sicuro che il Pupone capirebbe.”

Quali sono i limiti che vi ponete?

“Noi abbiamo obblighi, doveri e limiti diversi. Sappiamo bene cosa fa ascolti e cosa no ma il nostro ruolo e il rapporto con il pubblico è diverso. Non dobbiamo mai tradire la fiducia di chi ci guarda, siamo la Rai e come servizio pubblico dobbiamo tenere presente anche altri fattori.”

In che cosa la Rai deve differenziarsi dalle altre emittenti?

“La tv pubblica ha il dovere di sperimentare cose nuove anche quelle che sull’immediato non portano ascolti, se è vero che la Rai è la più grande fabbrica culturale del nostro paese allora ha il dovere di cercare strade nuove.”

In onda si nota un grande feeling con Cristina Parodi e la critica vi promuove riconoscendo lo stile e l’eleganza. Ogni tanto si parla però di liti e problemi tra di voi, c’è qualcosa di vero o qualcuno mira a rubarvi il posto e prova a destabilizzarvi?

“Devo pensare che qualcuno vuole destabilizzarci e inventa voci su me e Cristina? Non c’è niente di vero, io e lei lo sappiamo bene. Il nostro è un posto molto ambito perché è un programma importante della Rai, siamo tranquilli e andiamo d’accordo. Non ci destabilizzano.”

La prima parte del pomeriggio fatica da moltissimi anni, da gennaio non ci sarà più de La Vita in diretta in quella fascia. Cosa ne pensi?

“L’anno scorso abbiamo preso la fascia dalle 14 alle 15 su richiesta del nostro capostruttura e del direttore di Rai1, Colors doveva andare a febbraio e si trattava di coprire solo pochi mesi. Il game è slittato a maggio e non essendoci un altro programma pronto abbiamo proseguito. Andrea Fabiano ci ha chiesto di occupare quella fascia fino a dicembre e noi abbiamo detto di sì, una cosa decisa già mesi fa. In quello slot difficile tra tg regionali e soap secondo me un quiz potrebbe funzionare, ora siamo tra il 10-11% direi un risultato positivo considerando l’orario difficile.”

Qualche settimana fa Striscia la notizia ha raccontato di una strana famiglia di 15 figli che avevate ospitato. Cosa è successo?

“Questa donna senza motivo e ragione si è spacciata per un’altra persona, forse una mitomane. Come ha spiegato anche Striscia la signora ovviamente non ha ricevuto compenso. Era una storia finita sui vari giornali, in un programma quotidiano ci sono moltissime storie capita quella dove non è stata fatta una verifica in più. Un errore, ci siamo scusati.”

Mai un pettegolezzo, una polemica, una frase fuori posto. Non hai paura di passare troppo per il “bravo ragazzo”?

“Che palle dici? (ride ndr) Da sempre dicono questa cosa e aggiungono ‘chissà che nasconde’ oppure ‘avrà sicuramente un caratteraccio’. Non vedo cosa ci sia di male a essere un bravo ragazzo.”

Cosa il pubblico non sa di te?

“Facevo parte del commando ultrà curva sud, tifosissimo della Roma. A parte questo credo che la telecamera ti rende trasparente, quello che sei alla fine passa. Passa l’anima, c’è anche chi riesce a fregare il pubblico, una persona la conosco, però di solito a lungo andare con le telecamere ti lasci andare.”

Dopo l’esperienza de Il Dono ti piacerebbe tornare in prima serata?

“Dipende dal programma, Il Dono è stato preparato in poco tempo e questo genere necessita di almeno un anno di preparazione. La trasmissione che ho condotto con Paola Perego aveva un linguaggio interessante e soprattutto l’assenza di spettacolarizzazione.”

Cosa farà Marco Liorni l’anno prossimo?

“Bella domanda, nel nostro lavoro non ci sono mai certezze. Se da una parte gli stimoli nuovi possono far bene, Vita in diretta è un programma a cui sono molto legato. A maggio supererò le mille puntate, mi dispiacerebbe lasciare quel pubblico. Vedremo.”

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