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Maurizio Costanzo Show, la lettera di Dario Solesin: il ragazzo ricorda sua sorella Valeria

  • Ufficio Stampa

Quanto avvenuto a Parigi lo scorso 13 novembre rimarrà nella storia, il triste evento che ha colpito la Francia ha portato anche alla scomparsa dell'italiana Valeria Solesin. Suo fratello Dario ha scelto di raccontare questa ragazza veneziana che ha perso la vita al Bataclan scrivendo una lettera a Maurizio Costanzo. Le parole di Dario saranno lette dal conduttore al Maurizio Costanzo Show in onda domenica alle 21.15 su Rete 4.

In studio per parlare del tema della sicurezza anche il ministro dell'Interno Angelino Alfano. Costanzo ha così introdotto la lettera di Dario Solesin: “Avendo fatto la scelta di trattare al Maurizio Costanzo Show la famiglia, i sentimenti e le relazioni familiari, sono felice che Dario, il fratello di Valeria, mi abbia scritto per raccontarmi il grande dolore che ha colpito lui e i suoi genitori esternando i suoi sentimenti più profondi. E, come dice Dario, senza cadere nel banale perché a Valeria non sarebbe piaciuto”.

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Riportiamo il testo integrale della lettera intensa e struggente, convinti che non sia necessario aggiungere altro.

"Buonasera gentile Maurizio Costanzo, le scrivo dalla nostra Venezia. Le scrivo chi è Valeria. Valeria è mia sorella, una persona speciale. Lei ha tre anni in più di me e siamo cresciuti insieme. Sa, in questo momento ho spento tv, giornali, radio e non ho voglia di sentire nulla che mi possa portare al ricordo di quella sera. Quella sera avevo appena finito allenamento di calcio. I miei amici mi hanno avvisato di quello che succedeva a Parigi. Io all'inizio ero tranquillo. Poi la mia ragazza e i miei amici hanno continuato a dirmi quello che succedeva. Allora ho chiamato Valeria ma niente, quel telefono squillava ma lei non rispondeva. Chiamavano anche i miei genitori ma niente. Poi abbiamo chiamato Andrea, fidanzato di valeria, ma niente. Niente. Iniziamo a preoccuparci. Appena abbiamo letto la zona della città, dove si verificavano gli attentati, mi si è gelato il sangue. Valeria abitava lì vicino e abitava lì da poco. Non sapevo che fosse al Bataclan ma sapevo che in quei giorni stavano festeggiano la laurea della sorella di Andrea e tra i regali per la laurea che aveva ricevuto, c'era il viaggio a Parigi e i biglietti per il concerto. I biglietti per tutti. Valeria era lì per una casualità. Maurizio, sa, io ero stato a Parigi la settimana prima di tutto quello che è accaduto. Avevo visto la sua nuova casa che ha preso da poco ed era orgogliosa. Frutto dei suoi sacrifici e del suo lavoro all'università. Io quando ero a Parigi sarei voluto andare a vedere una partita del Paris Saint Germain ma a mia sorella non piace il calcio, ama la corsa. Poco tempo fa ha fatto anche la mezzamaratona a Barcellona. Venti chilometri con le sue amiche. E corre, eccome se corre Vale. Valeria è la persona che stimo di più al mondo. Lei che ha amato lo studio fin da bambina e da piccoli noi siamo stati complici e qualche scappellotto l'ho preso. Lei è il mio orgoglio. E’ grazie anche al suo aiuto se mi sono laureato in economia. Parigi era la sua città, a Parigi stava bene. Aveva fatto il dottorato e quella città l'aveva adottata. Viveva lì da cinque o sei anni non ricordo bene. E anche me piace come città. Andavo a trovare spesso mia sorella. E poi valeria parla francese meglio dell'italiano e a volte la prendo in giro. È una ragazza che ama la vita e che si diverte in qualsiasi situazione. Andrea, il suo fidanzato, adora la musica e lei lo seguiva in giro per i concerti. Quella notte poi Andrea ci ha chiamato, era con Valeria. Era disperato. Io e la mia famiglia non ci volevamo credere. Non ci vogliamo credere. Poi è successo tutto velocemente. Oggi ho silenziato tutto. Non ho più aperto nemmeno la mia pagina facebook. Avrò ricevuto milioni di messaggi. Ma in questo momento non sento nulla. Ringrazio la città di Venezia e le autorità dello stato che ci sono state vicine. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio Matteo Renzi e anche il console francese in italia. Non voglio e non devo cadere nel banale. Mia sorella non lo accetterebbe. Sinceramente, non so come, ma insieme con la mia famiglia ripartiremo. Ripartiremo, sì. Grazie a tutti, Dario Solesin."

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