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Michele Santoro contro tutti. 'Volete che resti? Chiedetemolo'

Tagliente, deciso e combattivo. E' questo il Michele Santoro che ha aperto ieri sera l'anteprima di 'Annozero'. Quello che il pubblico ha visto è stato un Santoro pronto a rispondere a tutte le critiche che gli sono piovute addosso dopo la notizia dell'accordo con la Rai.

La prima parte dell'intervento del giornalista

La seconda parte dell'intervento del giornalista

Nel suo intervento, che ha aperto la puntata della trasmissione da lui condotta, Santoro si è scagliato contro tutti: giornali, giornalisti, partiti di maggiornaza e di opposizione. Se l'è presa con la Rai, con il presidente della Vigilanza Sergio Zavoli, con i consiglieri di amministrazione designati dal Pd, con Silvio Berlusconi, con Pierluigi Bersani, con l'Italia dei Valori, con il mondo dell'informazione, con i colleghi. Ha ribadito di sentirsi accerchiato come il generale Custer, in una situazione dove però gli indiani sparano prima degli altri. Dopo aver spiegato le ragioni del suo addio alla Rai il giornalista ha sottolineato che l'accordo è ancora lì in attesa di essere firmato e se qualcuno, anche una piccola parte della Rai, vuole farlo restare, deve solo chiederglielo.

Le immagini dell'intervento del giornalista

Con forza e veemenza Santoro sembra essersi liberato di tanti sassolini che aveva nella scarpa e non ha risparmiato nessuno. Il conduttore ha affermato di essere stanco di sentirsi un nemico, di sentire che 'Annozero' viene percepito come un corpo estraneo alla Rai e non il suo fiore all'occhiello. Santoro è stato chiaro, non ha più intenzione di rimanere alla Rai solo grazie alla sentenza di un giudice. 'Gli unici ad avere sicuramente ragione sono i telespettatori che possono perfino insultarmi. Un programma come il nostro non crea un movimento politico ma una comunità. Per cui quando il programma che noi preferiamo ci viene portato via, ecco che lo spettatore giustamente si incazza', con queste parole il giornalista dà inizio al suo intervento.

'Ora, che Vespa, pagato come l'ultimo Oscar da protagonista per fare un programma in crisi, dia lezioni a noi, è veramente troppo - ha detto Santoro che ha poi aggiunto - otto anni fa i fu l'editto bulgaro che non è stato mai rimosso. E sapete perché? Perché io e i miei collaboratori siamo rimasti praticamente fermi, congelati nella situazione di allora. E siamo tornati in onda solo per le sentenze della magistratura. Ma, nonostante i due pronunciamenti dei giudici i partiti di destra e di sinistra che controllano la Rai non ne hanno mai voluto prendere atto e, infatti, hanno sempre fatto ricorso. E adesso siamo alla Cassazione. Nel frattempo 'Annozero' andava e realizzava grandissimi profitti. Mentre la Rai incassava questi profitti, i contratti venivano bloccati, le posizioni congelate, subivamo minacce di punizioni, si invocavano regole e regolamenti. Ora qualcuno scrive che sono stanco e provato da tutto questo. Ma non sono né stanco né provato. Quale giornalista Rai, di Repubblica o del Corriere della Sera avrebbe messo in onda Patrizia D'Addario quando aveva sul tavolo una diffida dell'ufficio legale della Rai a dieci minuti dall'inizio del programma? Allora, quando Curzio Maltese scrive che Santoro si è arreso a Berlusconi, è grave perché io non mi sono mai arreso a nessuno nemmeno all'indifferenza del suo giornale, Repubblica, verso i problemi che riguardano la libertà del giornalista televisivo. Dove era Repubblica quando noi venivamo sanzionati dall'Authority in dispregio a quello che prevede la Costituzione sulla libertà di espressione? Dov'erano quando si abolivano i docudrama e si intraprendeva una battaglia contro il fatto che un genere che impera in tutta Europa in Italia diventava proibito?. Scusate, direttore del Corriere della Sera, direttore di Repubblica, direttore della Stampa, rispondete a questa domanda: se non fossero uscite le intercettazioni dell'inchiesta di Trani e se fosse arrivata la sanzione di 90 milioni di euro che cosa avreste scritto? Che finalmente veniva cancellato 'Annozero', un programma indegno, magari una vera barbarie dal punto di vista del servizio pubblico'.

Santoro ha chiesto che gli venga detto se viene considerato una risorsa o un problema e, in quest'ultimo caso, chiede di essere lasciato libero di sperimentare nuove cose, come 'Rai per una notte'. 'Io sono comunque sia con la Rai - ha poi affermato Santoro - anche con un piccolo pezzo della Rai se questo guarda al futuro, non m'importa, anche un piccolo pezzo mi basta. Ma se mi considerate un estraneo, arrivederci e grazie. Il mio pubblico capirà che la scelta è giusta, e se non capirà vuol dire che sarò io che avrò sbagliato, ma basta con le denigrazioni perché 30 anni di battaglie non possono essere cancellati da un contratto'.

 (foto © LaPresse)

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