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Nero Wolfe, 5 milioni di telespettatori: trionfo Auditel

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Mettiamo subito le carte in tavola: non ho ancora visto neanche una puntata di Nero Wolfe, l'investigatore nato dalla penna di Rex Stout, in versione anni 2000, protagonista per otto puntate, ogni giovedì, della prima serata di Raiuno. A guardare i dati Auditel della seconda puntata di ieri e leggendo le critiche ho fatto molto male.

Grandissimo successo di pubblico, infatti, per il secondo appuntamento della fiction che ha vinto il 12 aprile sugli altri programmi, avendo ottenuto 4 milioni 970 mila spettatori con uno share del 18,30 contro il Seratone conclusivo dell'Isola dei famosi 9 che ha invece raggiunto 2 milioni 847 mila spettatori e uno share dell'11,33. La fiction di Raiuno prevale anche sull'esordiente "Benvenuti a tavola" con Fabrizio Bentivolglio su Canale 5 con 4,5 milioni e il 17,8% conquistando il secondo gradino del podio Auditel.

Gran parte del successo a quanto si legge è dovuto al cast ripreso da un'altra eccezionale serie tv, Boris. Nero Wolfe è interpretato da Francesco Pannofino mentre Pietro Sermonti (mitico Stanis in Boris) è il fedele assistente dell'investigatore. A spiccare, tra i personaggi principali, ci sono anche Andy Luotto (Nanni Laghi, il cuoco maggiordomo) e Giulia Bevilacqua nei panni di Rosa Petrini, giovane e bella giornalista di cronaca nera, figura femminile della serie. Il personaggio mancava dalla televisione dal 1969, quando nella serie l'attore era Tino Buazzelli.

Ma non poteva essere tutto rose e fiori, però. Una piccola polemica siamo riusciti a scovarla sul web. Pare infatti che le sole critiche giunte a Nero Wolfe nascano dietro Nero Wolfe e in particolare dalla casa di produzione, Casanova Multimedia di proprietà dell'Onorevole-attore, Luca Barbareschi.

Il critico televisivo Antonio Dipollina definisce il nuovo Nero Wolfe targato Casanova "una forzatura atroce". Su Repubblica Dipollina scrive: "Il criterio può portare ovunque. Utilizzando finanziamenti regionali, si girano fiction per la tv. Un giorno qualcuno (casa di produzione di Luca Barbareschi) decide che ci si può inventare che Nero Wolfe all'epoca litigò con l'Fbi e decise di trasferirsi a Roma. Allo stesso modo un giorno o l’ altro Indiana Jones verrà portato nella Capitale e usato come gladiatore davanti al Colosseo".

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