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Nicola Porro conduce Virus dal 3 luglio su Rai2. Perché non "l'interno" Gianluigi Paragone?

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Habemus talk show per Rai2. Dopo mesi e mesi, dopo le voci che si rincorrevano per ipotetici conduttori, finalmente la Rai ha scelto il “sostituto” di Michele Santoro. Si tratta di Nicola Porro, vicedirettore de Il Giornale e conduttore con Luca Telese di In Onda. Porro, assistito dal potente Beppe Caschetto, mette subito le mani avanti per evitare ogni minimo paragone con Annozero e Michele Santoro: “Sarà una cosa completamente diversa da Annozero, per me Santoro è un maestro, ho capito come si fa televisione andando spesso in trasmissione da lui. Però non la penso come lui su molte cose e abbiamo un tipo di conduzione completamente diversa.”

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Porro e Santoro non hanno le stesse idee politiche e questo è assolutamente visibile ma in Rai si è scelti di percorrere una strada diversa. Il giornalista non rinnoverà quindi il contratto con La7 e la rete di Urbano Cairo dovrà scegliere un sostituto. Il nuovo talk show politico di Rai2 si chiamerà “Virus- Il contagio delle idee” e andrà in onda da mercoledì 3 luglio alle 21.30. Lo stesso mercoledì che da settembre dovrebbe occupare su Rai1 Massimo Giletti con un programma sempre di natura politica.

La Rai ha deciso di occupare una fascia da tempo vuoto e soprattutto di mantenere viva l’informazione anche nei mesi estivi, farà lo stesso anche Rai3 con un nuovo programma condotto da David Parenzo. La scelta di Porro lascia comunque qualche dubbio, il giornalista non ha convinto tantissimo a In Onda con Luca Telese dove in molti hanno rimpianto Luisella Costamagna. Soprattutto la prima domanda che viene in mente è perché non usare Gianluigi Paragone e la sua Ultima parola?

Il programma ottiene in seconda serata ascolti molto importanti avvicinandosi anche al 15% di share e questa scelta avrebbe permesso di valorizzare le risorse interne ma pare che il programma venga definito dai vertici troppo antipolitico e anticasta. Porro ha assicurato che il suo Virus non sarà un talk classico ma cercherà di “unire due racconti diversi, quello dell’attualità attraverso un confronto non urlato tra poche persone e poi una parte d’inchiesta attraverso dei filmati”. Manterrà la promessa?

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