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Niente applausi nei talk show, bocciata la proposta di Mauro Masi

Mauro Masi aveva suscitato molte polemiche in questi giorni per aver lanciato una proposta per assicurare che i talk show rispettassero il principio di pluralità: il pubblico non doveva applaudire. Nel ribattezzato 'codice Masi' c'erano delle regole per cui i conduttori, di questo genere di programma, rischiavano la chiusura in caso di non obiettività nei confronti, soprattutto, dei politici.

Forse una manovra per limitare i danni con l'inizio, tra qualche settimana, del programma di Michele Santoro, Annozero. Inoltre, secondo queste nuove direttive, il direttore generale avrebbe avuto la possibilità di intervento sui programmi di approfondimento, controllando le scalette e degli ospiti.

Il presidente Paolo Garimberti, durante una riunione del cda, ha ribadito il suo rimprovero ad Augusto Minzolini e ha bocciato le nuove idee di Masi. Dopo un dibattito durato ore si è stabilito che il direttore generale deve solo applicare le norme vigenti in fatto di pluralismo, completezza e contraddittorio nei programmi ed è stata limitata la sua azione sui palinsesti.

Questo ha acceso il dibattito politico, Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazione del Pd, ha dichiarato: 'Masi campione mondiale di doppiopesismo, che da una parte difende Minzolini e il suo diritto di trasformare il Tg1 in testata militante, dall'altra pretende per le altre testate e trasmissioni giornalistiche il controllo preventivo su tutti i contenuti editoriali'.

Flavia Perina, deputata Fli, ammette: 'Una Rai in cui solo Minzolini può fare ciò che vuole e gli altri, di diritto o di rovescio, devono fare ciò che vuole Masi, non mi para garantisca gli obiettivi di completezza, di pluralismo e libertà giornalistica'. Nessuna difesa per il direttore.

 (foto © LaPresse)

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