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Omicidio Yara, Bossetti e la presunta colpevolezza: le responsabilità della tv e i rischi dello sciacallaggio mediatico

Mi chiamo Giuseppe, ho 27 anni e sono un giornalista. Mi occupo di tv e non di cronaca nera ma in sostanza facciamo tutti lo stesso lavoro: rapporti con le fonti, interviste, recensioni, arrabbiature, telefoni bollenti e cose simili. Non mi occupo quindi della vita privata delle persone e anche quando “picchio duro” colpisco solo e sempre l'aspetto professionale. Forse lo uso come alibi ma se qualcuno "soffre" per quello che ho scritto so che la mia è una responsabilità solo lavorativa. Questa premessa serve forse per spiegare perchè da qualche giorno la mia attenzione è spesso rivolta a un signore bergamasco finito in carcere con l'accusa di aver ucciso una ragazzina. Sto parlando di Massimo Giuseppe Bossetti, delle responsabilità della tv e di molti giornalisti.

Non ho ovviamente intenzione di fare la morale agli altri ma solo di condividere qualche riflessione. In pochi giorni abbiamo scoperto che il video che riprendeva il furgone di Bossetti nella zona della palestra di Yara era "falso" e confenzionato per i media (che lo hanno riproposto migliaia di volte) e che sul corpo dell'adolescente è stata trovata una traccia probabilmente di sangue dell'insegnante Silvia Brena. Io non so se Bossetti sia colpevole o innocente, non ho elementi ulteriori sul caso ma non è questo il punto. Il problema è sia giudiziario che mediatico e la domanda coinvolge tutti: e se Bossetti fosse innocente? Leggendo queste due notizie lo avete pensato e subito dopo magari avete aggiunto: "Sarebbe clamoroso".

Massimo Bossetti ha tentato il suicidio in carcere

E no! Sarebbe clamoroso perchè il signore in questione è stato già condannato dal sistema mediatico. Il punto non è se Bossetti è l'assassino di Yara e se queste due notizie cambieranno le sorti del processo, il punto è che accettare la sua innocenza vorrebbe dire mettere in dubbio tutto quello che per mesi ha riempito i giornali e i talk show. I giornalisti che si sono fidati e hanno pubblicato quel video senza fare ulteriori indagini hanno la coscienza a posto? Diciamoci la verità, c'è la presunzione di colpevolezza e non di innocenza perchè se il disegno è chiaro, o almeno lo sembra, nessuno si preoccupa di usare i condizionali e i “presunti” ma arriva alla facile, scontata soluzione.

Un muratore viene accusato di aver ucciso una ragazza di quindici anni, scopre che suo padre non è il vero padre, che la madre lo ha concepito con un altro e glielo ha nascosto per una vita, che la moglie aveva degli amanti e viene accusato di cercare in rete filmati hard con tredicenni. Non è finita qui. E' stato pubblicato da Quarto Grado il video del suo arresto (aggiungeva qualcosa?), la sua vita è stata vivisezionata e per ore si è discusso perfino del fatto che facesse delle lampade abbronzanti. I genitori di Yara meritano giustizia e rispetto, questo lo si assicura con il nome dell’assassino che sia Bossetti o qualcun'altro. Allora io ve lo richiedo, e se Bossetti fosse innocente? Se così fosse ci sarebbero molti complici in questo scempio giudiziario e nessuno, ripeto, nessuno potrebbe tirarsi fuori.

I contenitori analizzano i casi di cronaca nera al mattino, pomeriggio, in prima e in seconda serata evidentemente con stili diversi ma ognuno ha le proprie responsabilità. Non siete stanchi degli inviati che chiedono ai parenti delle vittime "cosa prova" o "chi l'ha ucciso"? Cosa volete che provi una mamma o un padre che ha perso una figlia? E se avesse saputo il nome dell’assassino lo avrebbe già fatto alla polizia, no? I programmi che pagano i parenti delle vittime rischiano di falsificarne i contenuti e sono un colpo allo stomaco, all’etica, alla morale e al buon gusto. I tg provano a tirarsi fuori dalla mischia ma non fanno eccezione e questi casi li usano come altri per gonfiare lo share. Le docufiction, gli avvocati, i criminologi e le solite teorie non sono cronaca ma sciacallaggio mediatico.

Allora io vi chiedo, e se succedesse a voi? Sì, a te che stai leggendo, cosa proveresti davanti al mondo che ti crede colpevole e non lo sei (o forse si), ti piacerebbe che qualcuno ti avesse già condannato ben prima dei giudici? I giornali e la tv hanno detto che sei colpevole allora lo sei. Se non lo sei? Ti chiederemo scusa sempre in televisione e faremo anche un dibattito sul tema ma subito dopo cambieremo pagina occupandoci di un altro delitto dove no, non ci saranno i presunti innocenti ma i presunti colpevoli. Ormai esistono tre “verità”: quella mediatica, quella processuale e quella dei fatti. Le tre verità non sempre coincidono allora nel dubbio abbiate cautela perchè se qualcuno sbaglia non chiudono un programma ma si distrugge una vita.

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